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L’Italia non produce più auto: nemmeno una costruita ad aprile

Pubblicato il 12/06/2020 16:10

La produzione industriale italiana ha fatto registrare un altro tonfo: stando ai dati diffusi dall’Istat, infatti, nel mese di aprile sarebbe stato fatto registrare un calo del 19,1% rispetto a marzo e del 42,5% su base tendenziale. A tenere botta è il settore farmaceutico, mentre altrove i danni sono ingenti, senza precedenti: in particolare nel mondo dell’abbigliamento e del tessile (-80,5%) e dei mezzi di trasporto (-74%). Il dato più clamoroso, però, resta quello che riguarda il mondo delle auto: -100% sul mese, corrispondenti a zero auto prodotte.

L'Italia non produce più auto: nemmeno una costruita ad aprile

Si tratta di un nuovo record nella serie storica disponibile per il settore e che parte dal 1990. Superati, infatti, i precedenti valori registrati nella crisi del 2008-2009. Su base mensile, invece, l’indice destagionalizzato recupera lievemente rispetto al valore minimo registrato a marzo (-28,4%), ma rappresenta il secondo peggior risultato della serie storica.

L'Italia non produce più auto: nemmeno una costruita ad aprile

Crollo record per la produzione di autoveicoli: ad aprile, per effetto del lockdown legato alla pandemia da covid-19, è stato registrato un -98,4% su base annua (dato corretto per gli effetti di calendario). Rispetto al mese di marzo la produzione di auto è crollata del 100%. Nei primi quattro mesi dell’anno è calata del 42,5% rispetto allo stesso periodo del 2019.

L'Italia non produce più auto: nemmeno una costruita ad aprile

Per quanto riguarda il livello della produzione, nei mesi di febbraio e marzo è stato registrato un calo del 23,2% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale solo per l’energia (+0,7%), mentre ampie diminuzioni si registrano per i beni intermedi (-24,6%), i beni strumentali (-21,8%) e, in misura meno intensa, i beni di consumo (-14,0%). Forti flessioni tendenziali caratterizzano quasi tutti i principali comparti: il calo è infatti meno pronunciato solo per l’energia (-14,0%), mentre risulta molto rilevante per i beni strumentali (-51,5%), i beni intermedi (-46,0%) e quelli di consumo (-39,8%).

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