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La più grande era e rimane la Vela di Calatrava a Roma, della quale è stato realizzato meno del 20% del totale dei lavori. Ma c’è anche, per esempio, la linea ferroviaria Ferrandina-Venusio, dal costo di 365 milioni e ferma ancora al 12% del completamento. In totale sono 410 le grandi opere incompiute del nostro Paese, puntualmente rispolverate da questo o quell’esponente del governo con solenni promesse e impegni per la definitiva realizzazione. E altrettanto puntualmente destinate a rimanere sospese, dimenticate.

I dati emergono dalle rilevazioni fatte dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità, un dossier che contiene il saldo delle incompiute nazionali e regionali messo on line il 2 luglio scorso. Una sorta di anagrafe, all’interno della quale sono inserite tutte le opere mai portate a termine per mancanza di fondi, cause tecniche, sopravvenute nuove norme o fallimento dell’impresa appaltatrice.

In alcuni casi è stato il mancato interesse da parte della stazione appaltante a portare al brusco stop. Fatto sta che dal 2019 la contrazione, a fronte di tanti impegni presi, è stata minima sul numero di incompiute, ridotte da 418 a 410. L’elenco del ministero è aggiornato al 31 dicembre 2020.

Sul podio delle più famose, come accennato, c’è la Vela dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava, la città dello sport dei mondiali di nuoto da oltre 607 milioni di euro di cui è stato realizzato il 16,25% del totale dei lavori e per la quale occorrerebbero oggi 406 milioni per terminarla. Altra celebre incompiuta è la diga sul fiume Milito, realizzata soltanto per il 13% e dal costo di 259 milioni.

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