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L’Europa torna alla carica sulle spiagge italiane: vuole assegnare le concessioni ai fondi

Mentre il settore del turismo conta i danni di un’annata disgraziata, con l’emergenza sanitaria che ha mandato in fumo almeno 53 miliardi di euro secondo gli operatori, Bruxelles torna a mettere nel mirino le nostre spiagge, puntando il dito contro il sistema di concessioni balneari attualmente vigente in Italia e chiedendo un rapido dietrofront. Un vecchio cavallo di battaglia della Troika, che da tempo ha fatto capire di voler spingere i lidi verso le mani dei fondi, pronti ad aggiudicarseli in caso di messa all’asta. E pronta a contare, ora, su un governo totalmente asservito all’Europa.

L'Europa torna alla carica sulle spiagge italiane: vuole assegnare le concessioni ai fondi

L’ultima accelerata Ue in questa direzione è arrivata proprio nei giorni in cui il Paese si trova a fare i conti con il rischio di altre chiusure, invocate da più esponenti di un esecutivo evidentemente incapace di affrontare in altro modo l’emergenza sanitaria ed economica. Il commissario europeo per il Mercato interno Thierry Breton ha risposto in maniera netta a un’interrogazione di una delegazione di eurodeputati di Forza Italia, che avevano chiesto di rivalutare la decisione presa a dicembre di avviare una procedura d’infrazione contro l’Italia proprio in merito alla gestione delle spiagge.

L'Europa torna alla carica sulle spiagge italiane: vuole assegnare le concessioni ai fondi

“Le norme italiane vigenti sulle concessioni balneari non solo violano il diritto Ue, ma compromettono anche la certezza del diritto per i servizi turistici balneari” è stata la presa di posizione chiara di Breton. Confermando quindi la volontà da parte dell’Unione di continuare a perseguire l’Italia, nel bel mezzo della pandemia, per la mancata applicazione della direttiva Bolkestein, che prevede bandi per l’assegnazione delle concessioni.

L'Europa torna alla carica sulle spiagge italiane: vuole assegnare le concessioni ai fondi

Nel dl Rilancio era stata inserita la proroga nelle concessioni fino al 2033, un passaggio che ha fatto tornare l’Europa a ruggire. Senza tenere minimamente conto del momento di difficoltà estrema già vissuta in questi mesi da chi, nel mondo del turismo, ci lavora, e chiede che le regole vengano riscritte tenendo conto degli investimenti e dei sacrifici fatti negli anni dagli imprenditori che hanno ottenuto le concessioni balneari. Poco importa a Bruxelles, che insiste per il rispetto delle normative Ue. Sapendo di poter contare sulla presenza di un governo, guidato da Draghi, subordinato alla volontà della Troika.

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