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Le follie della burocrazia: per 2 centesimi di errore, multa e mora

Lentezza e complicazioni su complicazioni, inutili. Attenzione perchè se si sbaglia anche solo di due centesimi, si verrà puniti con l’applicazione di una penale e si potrebbe iniziare a essere sottoposti a continue e capillari ispezioni.

È successo a un  un imprenditore del cremonese, il quale per un errore di 2 centesimi, si è ritrovato a dover pagare multa e mora. Ennesima dimostrazione dell’inneficienza e dell’assurdità del fitto sistema burocratico in cui purtroppo l’Italia si ritrova imbrigliata.

Un’azienda artigiana di quaratennale esperienza ha ricevuto una cartella esattoriale per far fronte al pagamento di 0,02 euro. La motivazione dell’Inps è stata che “gli importi dichiarati non corrispondevano a quanto calcolato dalle procedure di controlli”. Il totale da saldare era di 31, 20 euro. Il povero contribuente ha visto gonfiare la ridicola cifra con 31,18 euro di penale. Si parla del 5,5% in più a causa di 29 giorni di ritardo. 

La questione si sarebbe potuta risolvere con “linearità gestionale e capacità logico deduttiva” ma non sarebbe stato abbastanza degno della fitta burocrazia che si impone violentemente sul nostro Paese. Verrebbe da se che “qualora i costi di riscossione superassero di gran lunga quelli di cassa, si potrebbe arrivare a una sorta di patteggiamento. Come ad esempio far pagare l’ammenda successivamente con un’unica soluzione contributiva”.  Anche in questo caso doveva rimetterci non solo il cittadino, ma anche la spesa pbblica. 

Bisogna infatti considerare che, come riferisce il Giornale, “tra elaborazione dei dati, invio raccomandata e aggiornamento pratica, i costi per la collettività ammonterebbero a un centinaio di euro”. Tutto questo per recuperare solo 2 centesimi. Più folle di così…

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