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In arrivo un fiume di immigrati. Ecco in quanti sono ammassati sulle coste nordafricane, pronti a partire

Un’emergenza della quale si parla da giorni, quella dei migranti sbarcati in massa a Lampedusa sotto gli occhi di un governo immobile. E che rischia di farsi ancora più pesante nei prossimi mesi, quando stando ai rapporti dei nostri servizi segreti potrebbero salvare, diretti verso le nostre coste, almeno altre 900 mila persone, provienti da vari Paesi africani e attualmente in Libia, in attesa di compiere il viaggio della speranza. Un numero compreso tra i 50 e i 70 mila sarebbe già sulla zona costiera del Paese, con i trafficanti già pronti ad approfittare della disperazione di queste famiglie.

L'allarme degli 007: altri 70 mila migranti pronti a salpare verso l'Italia dalla Libia

Numeri che fanno paura, in vista dell’estate, anche a seguito dell’ultimo rapporto dell’Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, secondo il quale dopo un periodo di stop a causa della guerra civile, gli scafisti si starebbero riorganizzando in maniera più capillare che in passato, tentando di approfittare delle difficoltà del nuovo governo libico. Persone senza scrupoli pronte a corrompere chiunque pur di riuscire a tenere in piedi la loro rete, che consente di fare lauti guadagni sulla pelle di uomini e donne disperati, pronti a dare tutti i loro averi pur di riuscire a salpare, nella speranza di una vita migliore oltre l’orizzonte.

Draghi ha convocato nelle scorse ore una cabina di regia con i ministri che hanno competenze in merito, a partire dalla titolare degli Interni Luciana Lamorgese e passando per Lorenzo Guerini e Luigi Di Maio. Perché i problemi da risolvere sono tanti, di varia natura. Oltre al numero impressionante di sbarchi nelle scorse ore, c’è il rischio infatti che le compagnie di navigazione che forniscono le imbarcazioni utilizzate per la quarantena dei migranti possano non rinnovare i propri contratti. Come rivelato dal Corriere della Sera, gli accordi scadranno nel corso dell’estate, e se non arrivasse una nuova intesa la situazione potrebbe farsi improvvisamente caotica.

Il tutto mentre l’Europa, al solito, finge di non sentire e non vedere, lasciando che sia l’Italia a occuparsi del problema. Del problema migranti non si parla praticamente più da un anno a questa parte, con il Covid che ha la priorità su ogni altra emergenza e con Bruxelles ben felice di dare priorità ad altro, vista la sua storica incapacità di organizzare una rete solidale con il nostro Paese. L’intervento più recente in merito risale a settembre 2020, quando la Commissione aveva avanzato l’ipotesi di rivedere gli accordi di Dublino. Parole alle quali non sono mai seguite i fatti: tutto è rimasto congelato, con l’Italia che ancora una volta si trova sola nel momento del bisogno.

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