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L’accanimento del governo contro le discoteche: a rischio 100 mila posti di lavoro

C’è un popolo di fantasmi, dimenticati dal governo Draghi, che continua a vagare chiedendosi quale sarà il proprio futuro, sempre che ce ne sia in programma uno. Parliamo di chi opera nel mondo delle discoteche e che, dopo mesi e mesi di chiusure forzate, aspettava la conferenza stampa del premier Mario Draghi per capire quando avrebbe potuto finalmente riprendere a lavorare. Aspettative deluse, e nella peggiore delle maniere: per loro, infatti, le saracinesche resteranno ancora abbassate a tempo indeterminato.

L'accanimento del governo contro le discoteche: a rischio 100 mila posti di lavoro

Nemmeno l’introduzione del green pass come elemento vincolante per una miriade di attività, dalla consumazione all’interno dei pub e nei ristoranti all’ingresso a fiere ed eventi, ha convinto Draghi dell’opportunità di dare una nuova chance alle discoteche. Con i gestori a insorgere subito, sottolineando come questa linea finirà per favorire assembramenti e feste abusive, senza nessuno che possa controllare, e con il premier che ha fatto orecchie da mercante, promettendo altri ristori che arriveranno chissà quando e in misura non meglio precisata.

Pronta la replica di Maurizio Pasca, presidente Silb-Fipe, il sindacato italiano dei locali da ballo, che attraverso le pagine de Il Tempo è andato subito all’attacco del governo: “Il governo di fatto ha deciso di legalizzare l’abusivismo dilagante che continuiamo a denunciare da mesi, senza essere presi minimamente in considerazione. Si balla ovunque e senza controlli, meno che in discoteca, l’unico luogo dove si potrebbero applicare quei protocolli di sicurezza già avallati a suo tempo dal Cts. Ad oggi la situazione è questa e lo testimoniano tutti i giorni decine di foto e video in tutta Italia. Con i locali ancora chiusi andrà sempre peggio. Si tratta dell’ennesimo schiaffo al nostro comparto, una vera e propria pietra tombale su 3.000 aziende destinate a chiudere e a lasciare in strada 100.000 lavoratori”.

Per quanto riguarda i ristori, il criterio di distribuzione è ancora tutto da definire. Il governo ha parlato in questi giorni di un fondo da 20 milioni di euro dedicato esclusivamente alle discoteche, secondo quanto previsto dal decreto Sostegni bis per le attività ancora chiuse, ma al momento manca ancora l’ufficialità e un calendario che scandisca le tempistiche. Nel frattempo l’ennesima estate è trascorsa con le porte rigorosamente chiuse e le casse drammaticamente vuote.

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