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La truffa del Green pass illimitato: ecco perché anche questa volta ci stanno ingannando

Ci hanno detto e ribadito, in queste settimane, che la quarta dose al momento è soltanto un’eventualità, in attesa di ulteriori studi scientifici sugli effetti delle tante somministrazioni a distanza ravvicinata. Con tanto di Green pass esteso a tempo indeterminato per chi ha ricevuto la terza inoculazione. Come dire, “apposto così”. Per adesso, almeno. Perché in realtà qualcosa si sta già muovendo in senso opposto, con gli italiani che potrebbero presto essere chiamati a un nuovo giro di vaccinazioni.

La truffa del Green pass illimitato: ecco perché anche questa volta ci stanno ingannando

Uno studio proveniente dai Centers for Disease Control americani (Cdc) e riportato in queste ora anche da Repubblica sembra infatti suggerire come anche la terza dose offrirebbe una protezione soltanto momentanea, la cui efficacia è destinata a calare a quattro mesi di distanza dalla somministrazione. La ricerca è stata effettuata a partire dai 93mila ricoveri e 240mila visite per Covid in 10 stati Usa tra agosto 2021 e fine gennaio 2022.

Secondo lo studio, la protezione nei confronti della malattia che richiede l’aiuto del medico sarebbe scesa dall’87% fra i vaccinati da meno di due mesi al 66% per chi è vaccinato da più di quattro mesi. Dati che hanno subito spinto a parlare della necessità di una nuova somministrazione, la quarta per gli italiani, con il consulente del commissario Figliuolo Guido Rasi che per ora ha cercato di tranquillizzare la popolazione: “Quando il sistema immunitario viene stimolato, dal virus o dal vaccino, raggiunge il livello massimo di anticorpi. In questa fase si hanno buone chance di non essere neanche infettati se si entra in contatto col virus”.

“Quando lo stimolo svanisce, saggiamente il sistema immunitario smette di produrre anticorpi. Questo non vuol dire che torniamo al punto di partenza. Nel frattempo si forma una memoria immunologica. È come se l’organismo conservasse lo stampo del coronavirus per essere più pronto a produrre anticorpi e linfociti T in caso di nuova infezione. Diverso è il discorso per le persone immunocompromesse”. Per Rasi, dunque, meglio aspettare ancora, prima di aprire a una nuova inoculazione. Ma il fatto che molti esperti spingano per interventi rapidi lascia pensare che quello del Green pass a tempo indeterminati sia soltanto l’ennesimo inganno.

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