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Bancarotta fraudolenta, la procura di Firenze chiede un processo per i genitori di Matteo Renzi

Una nuova udienza preliminare, fissata per il 9 giugno 2020, che Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier Matteo, si troveranno ad affrontare. La richiesta di rinvio a giudizio è stata depositata dal pm fiorentino Luca Turco, come rivelato da Valeria Pacelli sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, nell’ambito di un’inchiesta che vede al centro tre cooperative: la Delivery Service Italia, la Europe Service e la Marmodiv. Tra quattro mesi sarà il gip Silvia Romeo a decidere se mandare tutti a processo oppure archiviare (oltre ai Renzi sono state rinviate a giudizio altre 16 persone). L’indagine è quella che a febbraio del 2019 portò i genitori del leader di Italia Viva agli arresti domiciliari, misura revocata dopo 18 giorni.

Bancarotta fraudolenta, la procura di Firenze chiede un processo per i genitori di Matteo Renzi

Per quanto riguarda la Delivery Service Italia, cooperativa dichiarata fallita a giugno 2015, Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono accusati di bancarotta fraudolenta. Secondo il pm Turco i due sarebbero stati amministratori di fatto fino a giugno 2010 e avrebbero, insieme ad altri, cagionato “il fallimento della società per effetto di operazione dolosa consistita n e l l’aver omesso sistematica mente di versare gli oneri previdenziali e le imposte, o comunque, aggravando il dissesto”.

Bancarotta fraudolenta, la procura di Firenze chiede un processo per i genitori di Matteo Renzi

Riguardo la Europe Service, fallita ad aprile 2018, i Renzi sarebbero invece stati “amministratori di fatto fino a dicembre 2012” e avrebbero sottratto “con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto e di recare pregiudizio ai creditori, i libri e le altre scritture contabili”. Ultimo caso, il più recente, è quello della Marmodiv, cooperativa fallita nell’aprile dello scorso anno. I Renzi sono accusati di bancarotta fraudolenta insieme a Giuseppe Mincuzzi, “presidente del cda fino al marzo 2018” e a Daniele Goglio “amministratore di fatto fino a marzo 2018”.

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Secondo il pm i quattro “concorrevano a cagionare il dissesto della società esponendo, al fine di conseguire un ingiusto profitto, nel bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017 nell’attivo patrimoniale, crediti per ‘fatture da emettere’ e non rispondenti al vero per un importo superiore a 370 mila euro, così iscrivendo a conto economico maggiori ricavi ed evitando di evidenziare una perdita d’esercizio”. In questo modo, è l’accusa, “Renzi, Bovoli e Mincuzzi erano in grado di ‘cedere’ a Goglio la cooperativa ormai fortemente indebitata”. Nello specifico del caso Marmodiv, i Renzi sono anche accusati con altre sei persone di aver emesso fatture “per operazioni inesistenti al fine di consentire alla Eventi 6 l’evasione delle imposte sui redditi”.

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