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La Guerra Fredda della rete: così Cina e Russia manipolano l’informazione in Italia

Pubblicato il 27/05/2020 12:06

L’accusa non è nuova, ripetuta negli anni più volte senza che nessuno, però, ci avesse badato troppo: Russia e Cina hanno armato una vera e propria macchina da guerra virtuale con lo scopo di diffondere fake news nell’etere dei Paesi occidentali e indebolirne così il ruolo nello scacchiere mondiale. Si è detto tante volte, tra scetticismo e qualche polemica. Ora, però, a ribadirlo è il Copasir, il nostro Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, che punta il dito contro i giganti d’Oriente e li accusa di aver continuato incessantemente nelle loro manipolazioni virtuali anche nel pieno della pandemia di Covid-19.

La Guerra Fredda della rete: così Cina e Russia manipolano l'informazione in Italia

Nemmeno i tanti morti, la paura, le immagini drammatiche delle bare che sfilavano silenziose sui camion dell’esercito sarebbe dunque servita a fermare l’operato di Pechino e Mosca. Che, piuttosto, avrebbero spinto sull’acceleratore per approfittare delle debolezze italiane. Repubblica ha anticipato le conclusioni del report redatto dal Copasir: “Nel confronto democrazia-autocrazia al momento in corso, e che vede l’Italia territorio e allo stesso tempo frontiera della Guerra Fredda del terzo millennio e luogo di intersezione tra le maggiori potenze globali, il coronavirus è il palcoscenico perfetto che i regimi autocratici stavano aspettando”. La Nato ha coniato un nuovo termine per definire i tentativi costanti di infiltrazione russo-cinese nella rete dei Paesi occidentali, parlando di “infodemia”.

La Guerra Fredda della rete: così Cina e Russia manipolano l'informazione in Italia

Lo schema con Russia e Cina colpiscono è sempre lo stesso: un’ondata di bufale, totalmente prive di fondamento ma potenzialmente destabilizzanti, che rimbalzano suoi social anche grazie ai profili falsi creati per l’occasione proprio in Oriente, in maniera anonima così da non rivelare la propria provenienza geografica. E poi le botnet, strumenti automatizzati grazie ai quali un messaggio riesce a rimbalzare anche migliaia di volte tra i cinguettii di Twitter. E i troll, che interagiscono con messaggi provocatori per accendere gli animi. Un esempio perfetto di quanto accaduto è un video, falso, circolato in queste settimane: immagini di persone da ogni città d’Italia che ringraziano commosse la Cina per l’aiuto dato nel momento del bisogno, con tanto di inno nazionale di Pechino a scorrere in sottofondo. Secondo il deputato Pd Enrico Borghi, “si utilizza la crisi per promuovere l’attività del governo cinese”.

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Il metodo resta lo stesso, gli obiettivi variano: ora elogiare la propria nazione, ora attaccare l’Unione Europea o gli Stati Uniti. E così l’idea che i servizi segreti fossero a conoscenza dell’esistenza del virus già dal 2019 diventa un modo per creare rabbia e confusione, così come le bufale che vedono Bill Gates finanziatore di esperimenti che hanno portato alla nascita del Covid-19 o le accuse al mondo occidentale di avere interessi nella diffusione della pandemia. Notizie alla volte finite anche tra le classifiche delle più lette, secondo Euobserver. Con il sospetto che anche alcuni fenomeni strani, come la nascita di gruppi che in Puglia inneggiavano alle rivolte contro il governo, possano essere collegati all’operato di Mosca o Pechino.

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