in

Italia in picchiata, nel secondo trimestre Pil e consumi crollano

L’Italia paga amaramente quanto sta succedendo. Secondo lo studio Confcommercio il disastro pandemico ha divorato ben 116 miliardi, dato che si riferisce all’anno 2020 e che tradotto vuol dire 1.900 euro in meno che ogni italiano spenderà. Il Pil nel secondo trimestre scende a -12,8%. “Se tutto andrà bene ci vorranno almeno cinque anni affinchè il livello dei consumi ritorni al livello pre-pandemia”.

Nessuna area del paese è stata risparmiata dai duri colpi conseguenti al lockdown, ma secondo i dati riferiti da Confcommercio quasi il 60% del calo complessivo è concentrato nelle otto regioni del Nord Italia. La Lombrdia registra la maggiore perdita in valore assoluto: oltre 22,6 miliardi. Per le regioni del Sud il crollo dei consumi è pari a 8,5%, mentre la media italiana registra il 10,9%.

Da tenere in considerazione, come evidenzia Mariano Bella, direttore del centro studi Confcommercio, che “questo non significa che le condizioni delle regioni meridionali siano migliori”. Lo shock è stato meno devastante in quanto nell’area meridionale del Paese “la presenza di turisti stranieri è minore” ed è “maggiore il peso di lavoratori il cui reddito disponibile non è stato colpito dal lockdown”. Secondo l’Istat nel secondo semestre la spesa degli stranieri in Italia si è ridotta del 91,3%.

“Sono sempre più urgenti e necessarie riforme in grado di mutare la produttività del sistema Italia”. Carlo Sangalli, il presidente Confcommercio allerta: “Il tempo non gioca a nostro favore e i nodi fiscali e burocratici che rallentano la crescita devono anche essere risolti”. Al paese servono provvedimenti rapidi e incisivi, ma il governo di Promettopoli sta segnando negativamente, giorno dopo giorno, le sorti dell’Italia. 

Il governo litiga sulla scelta dei viceministri: la crisi, in fondo, può aspettare

Azzolina in panne scrive ai docenti: “Faremo la storia”. Ma si dà la zappa sui piedi: pioggia di critiche