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“Il potere, in realtà, vuole creare complottisti. Vi spiego perché”

Di Gabriele Guzzi.

A SCUOLA DI COMPLOTTISMO

Sono sempre più convinto che oggi il sistema mediatico sia una vera e propria scuola di complottismo. Ascoltare le parole dei maître à penser della (non)cultura mainstream, le analisi dei (non)giornalisti delle grandi testate, è veramente la via più veloce per diventare sospetti, radicali, estremisti.

I contenuti e i toni linguistici utilizzati sono proprio un viatico al complottismo. La loro fortuna è che, oggi, nessuno ascolta veramente più nessuno, nessuno ti prende sul serio, tutto scivola via nella frenesia comunicativa, in una risata disinvolta, in un aperitivo molto cool.

Ieri sera, ad esempio, su una tv nazionale un noto giornalista ha detto che “essere contro il green pass è come essere contro la carta d’identità”. E lo ha detto come se nulla fosse, come se fosse una cosa ovvia, come se non fosse una cosa tremenda. Ha fatto anche la classica risatina subito dopo, quella di chi si può permettere di dire tutto, perché lui è giusto, lui è sul palco giusto, con la band giusta, col conduttore giusto, con l’editore giusto. Insomma, è la giustizia giusta, quella di chi si può permettere anche di non argomentare, di non spiegare, di rimanere in quella vuota sicumera.

Il punto è che in quella battuta, il nostro giornalista sta dicendo che il green pass è un documento di accesso alla cittadinanza pari a quello della carta d’identità. Sta cioè dicendo che è stato introdotto un dispositivo di accesso ai diritti costituzionali vincolato non alla cittadinanza o all’essere semplicemente un essere umano (“diritti dell’uomo e del cittadino”) ma all’essersi sottoposti ad un trattamento sanitario e al poter disporre di un codice digitale. Questo è un documento, effettivamente, ben più stringente della carta d’identità, che infatti non è richiesta per accedere ai luoghi di lavoro, all’università, al cinema, ai treni…

Insomma, sta dicendo esattamente quello che sostengono le frange più estreme dei no-vax, ossia che il green pass sarà un dispositivo, più o meno permanente, ma comunque a disposizione del potere, per vincolare l’accesso ai diritti di base ad un codice rilasciato, oggi, dal Ministero della Salute, domani chissà.

Ora, quello che dobbiamo concludere è che il potere, in realtà, vuole creare complottisti. Non vuole un dialogo moderato e trasparente, come in realtà sostiene. Vuole radicalizzare i toni. Te lo dice. Dice delle cose assurde, ma con la risatina, ti abitua a determinate parole, a determinati scenari… ti vaccina goccia dopo goccia ad un determinato tipo di società. E lo fa, proprio, per polarizzare.

Oggi, quindi, il potere mediatico e politico è il vero complottista. Colui che ti inizia al sospetto.
Il popolo rimane vittima, e ascolta impietrito i loro proclami di nulla.

“Quando scopriranno che gli avete mentito…”

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