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Il governo in difficoltà sul Mes: il “Fondo della discordia” spacca il centrodestra

Pubblicato il 30/11/2022 10:40

C’è una bomba pronta a esplodere, in Italia come in Europa, un ordigno che porta il nome di Mes e che sarà presto al centro di un acceso dibattito. Dalle nostri parti il governo, per la prima volta, si prepara a esprimersi in maniera contraria al meccanismo Salva-Stati, criticato da tanti economisti che vedono dietro lo strumento il rischio di una totale sottomissione ai diktat dell’Ue in caso di difficoltà economica. Il Terzo Polo di Carlo Calenda presenterà nelle prossime ore una mozione che impegnerebbe l’esecutivo a portare “nel prossimo consiglio dei ministri utile” – e comunque entro la fine del 2022 – il disegno di legge che ratifica la riforma del trattato istitutivo del Fondo Salva Stati. La risposta sarà però negativa, anche se all’interno del centrodestra non mancano pareri contrastanti. Meloni, sostanzialmente, sceglierà di posticipare il problema, con l’Italia che potrebbe presto ritrovarsi a essere l’unico Paese dell’Unione a non aver ratificato il disegno di legge. (Continua a leggere dopo la foto)

Un nodo politico non facile da sciogliere, quello relativo al Mes. Come spiegato da Repubblica, l’attuale maggioranza è storicamente contraria allo strumento, posizione già espressa in passato. Lo sono sia la Lega che Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia si era mostrata in diverse occasioni favorevole all’istituzione del fondo. La scelta di non far passare la proposta del Terzo Polo, in ogni caso, avrà delle conseguenze. (Continua a leggere dopo la foto)

Il ministro Giorgetti al momento darà il suo ok alla mozione del centrodestra che, di fatto, congela ogni decisione e la rimanda a tempi migliore. Consapevole del fatto che, sul tema, le divisioni restano e sono ben marcate all’interno della coalizione. Considera il Mes uno strumento obsoleto, ma è consapevole di come venga utilizzato, all’estero, per attaccare l’Italia. (Continua a leggere dopo la foto)

Ovviamente non manca chi, a sinistra, continua a tessere le lodi del Mes, presentandolo come imprescindibile strumento al quale affidarsi nei momenti di difficoltà. Una lettura smentita da tanti economisti, tanto che anche nel Pd non manca chi si è mostrato molto timido in merito. Di sicuro, però, nei prossimi mesi non mancherà chi, soprattutto tra i dem, tornerà alla carica sostenendo l’importanza della ratifica.

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