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I tedeschi di Wirecard fanno danni in Italia: bloccate (senza preavviso) 325mila carte italiane

Il mito della tanto decantata efficienza tedesca inciampa grossolanamente nella vicenda Wirecard. Di qualche tempo fa è la notizia scandalo della società tedesca – che offre servizi per i pagamenti digitali – riguardante la ‘scomparsa’ di 1,9 miliardi dal bilancio. 

A pagarne le conseguenze sono 325mila possessori di carte di debito emesse in Italia, ai quali è stato congelato il conto senza alcun preavviso, dopo che l’authority finanziaria inglese Fca ha imposto lo stop operativo.

SisalPay|5 è intervenuta subito assumendosi direttamente l’onere finanziario e impegnandosi a garantire il rimborso dei soldi ai propri clienti, per un fondo complessivo di 20 milioni. La società afferma che sta accelerando il processo di migrazione degli account da Wirecard per assicurare un ripristino tempestivo dell’operatività.

Non è ancora chiaro l’ammontare del numero di altri clienti italiani con in tasca carte prepagate emesse dalla fintech tedesca. SisalPay|5 infatti non è l’unica società italiana ad essersi appoggiata a Wirecard per l’emissione delle proprie carte prepagate. Sarebbero una settantina in tutta Europa le fintech e milioni gli utenti coinvolti nel crack.

Come al solito due pesi due misure. Per l’italia e le istituzione finanziarie il massimo rigore nei controlli, per quelle tedesche massima flessibilità.

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