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I giudici bocciano il Dpcm: “Non appare supportato da una adeguata istruttoria”

I Dpcm -che siano di Conte o Draghi, tanto il risultato è sempre lo stesso- nuocciono gravemente agli studenti! Impossibile accettare passivamente simili restrizioni, soprattutto considerando che a pagarne sono proprio loro, le generazioni più piccole, futuro del nostro Paese. A maggior ragione se si considera che sono diversi gli studi, recentemente pubblicati in prestigiose riviste, che mostrano come non ci sia alcuna evidenza scientifica del collegamento tra chiusure delle scuole e andamento dell’Rt. 

Nel Lazio il tribunale regionale ha accolto la domanda cautelare presentata da un gruppo di genitori, di studenti e del Comitato “A Scuola!”, per la sospensione dell’efficacia del DPCM 2 marzo 2021, con cui viene disposta in zona rossa la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. (Continua dopo la foto)

Il TAR ha così ordinato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di riesaminare le misura impugnate entro il 2 aprile, riconoscendo che esse “non appaiono supportate da una adeguata istruttoria” (dall’esame dei verbali del CTS non si evince se e in che modo siano stati esaminati dati e informazioni fornite dall’Istituto di Sanità). Ciò che desta ancor più preoccupazione e sconforto è la consapevolezza che “non emergano indicazioni specifiche ostative alla riapertura delle scuole”. 

Inoltre il TAR ha evidenziato come il CTS non abbia “valutato la possibilità, nelle zone rosse, di disporre la sospensione delle attività didattiche solo per aree territoriali circoscritte, in ragione del possibile andamento diversificato dell’epidemia nella regione”. 

Insomma, le misure applicate con automatismo su tutto il territorio nazionale e senza fare distinzioni lasciano perplessi sudenti, genitori, personale del mondo scolastico e perfino il TAR per la loro rigidità e assolutezza. (Continua dopo la foto)

Questa è una importante vittoria che può condurre a dei risvolti e cambiamenti positivi. Il Comitato “A scuola”, assistito dalla professoressa di Diritto costituzionale alla Statale di Milano Barbara Randazzo, esulta: “Abbiamo dato voce ai più giovani e a tutte le famiglie provate da una misura incostituzionale! Si tratta di una vittoria importante, speriamo che induca il Governo a un definitivo cambio di rotta sulla scuola”.

Incostituzionale perchè proprio nella nostra Costituzione viene sancito all’art. 34 il principio di “scuola aperta a tutti” e di “comunità scolastica”. A distanza di oltre un anno privare gli studenti del diritto di fare scuola e di vivere la scuola -cosa assolutamente impraticabile dietro lo schermo di un dispositivo elettronico- non è più accettabile. “Senza negare in alcun modo la gravità della pandemia in atto, non può non manifestarsi profonda preoccupazione per la sistematica reiterazione di misure anti-Covid che lede il diritto all’istruzione”, si legge sul sito a-scuola.it.

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