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Senatrice rifiuta di mostrare il Green pass: espulsa dal Senato. Iniziano le epurazioni

L’effetto Green pass continua ad abbattersi sulla democrazia. Era inserita tra gli iscritti a parlare dopo l’informativa della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese ma la senatrice de “L’Alternativa c’è” Bianca Laura Granato ha dovuto rinunciare al suo intervento dopo la sanzione di divieto di accesso a tutti le sedi e interdizione ai lavori parlamentari per 10 giorni, comminatale dal Consiglio di presidenza per aver rifiutato di esibire il Green pass a Palazzo Madama. Come riporta Il Tempo, Granato, dopo aver seguito dai monitor del salone Garibaldi l’intervento della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che ha dato notizia della decisione, ha lasciato palazzo Madama. (Continua a leggere dopo la foto)

Come è ormai tristemente noto, i senatori che non esibiranno il Green pass all’ingresso non potranno più entrare a Palazzo Madama né in alcun’altra sede del Senato. Lo ha deciso l’Ufficio di presidenza a proposito del caso di Bianca Laura Granato, che – come annunciato il giorno prima su Facebook, e come fatto anche dal senatore Gianluigi Paragone – si è rifiutata di mostrare il Green pass ai commessi predisposti per autorizzare gli accessi e per questo è stata sanzionata con l’interdizione dai lavori parlamentari per dieci giorni, la prassi che verrà adottata anche in futuro. (Continua a leggere dopo la foto)

“Mi hanno fatto accedere, ma sono stata segnalata. Io comunque il Green pass ce l’ho, ma è una questione di principio”, ha spiegato Granato. Come riporta Il Fatto, “sin da questa mattina funzionari e commessi erano stati allertati per il possibile blitz. Al ristorante, i commessi – che ora non chiedono più il pass a chi arriva per il pranzo, essendo scattato il controllo agli ingressi – avevano disposizione di non far accedere alla sala la senatrice. “Se mi allontanano devono assumersi le loro responsabilità, perché il rischio è che la voce dell’opposizione rimanga inascoltata completamente, che decadano gli emendamenti e quindi gli ultimi baluardi di democrazia e di dibattito istituzionale, nelle sedi legislative, venga meno a colpi di decreto”, dice lei. (Continua a leggere dopo la foto)

“Non entrerò con il Green Pass in Senato, non ho intenzione di esibire la tessera dell’obbedienza“, aveva annunciato su Facebook la parlamentare. “Quando sono fuori dal contesto parlamentare, per non pormi al di sopra delle regole che subiscono tutti gli altri cittadini, devo esibire il green pass e lo faccio, ma nel luogo deputato alla rappresentanza dei cittadini mi rifiuto di piegarmi a una distorsione del regolamento del Senato derivante da un decreto legge che è un atto unilaterale del Governo: ancora non è stato convertito in legge, il Parlamento lo sta discutendo in questo momento. Se per caso non mi fosse data la possibilità di entrare in aula sarà palese l’atto eversivo perpetrato ai danni dei cittadini privati del loro diritto alla rappresentanza”, ha scritto.

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