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Per Alitalia il governo trova addirittura 3 miliardi. Per i piccoli commercianti… multe

Altri tre miliardi di euro in dirittura di arrivo per Alitalia. I ministri De Micheli e Patuanelli hanno aperto il portafogli. Tre miliardi. E ai piccoli e medi commercianti? Gli spiccioli, le briciole. Come anticipato all’interno del cosiddetto “Decreto Rilancio” (che non rilancerà proprio un bel niente, se mai tamponerà un altro po’ la situazione), il governo ha deciso di stanziare questi 3 miliardi per “la costituzione di una nuova società (newco) interamente controllata dal Tesoro o da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, per la quale il ministero dell’Economia può partecipare con complessivi 3 miliardi per il 2020”. La newco – come riporta La Stampa – potrà “acquistare e prendere in affitto rami d’azienda di imprese titolari di licenza di trasporto aereo, anche in amministrazione straordinaria”, e dovrà redigere quanto prima “un piano industriale di sviluppo e ampliamento dell’offerta, che include strategie strutturali di prodotto”.

Come anticipa La Stampa, la nuova Alitalia si chiamerà Alitalia Tai (Trasporto Aereo Italiano). “Tre miliardi – sottolinea Roberto Giovannini nell’articolo – per far decollare questa nuova/vecchia compagnia aerea sono davvero tantissimi. Una somma incredibile, se si pensa che un colosso come Air France-Klm, che dispone di una flotta di ben 546 aerei, dispone di un patrimonio netto consolidato di 2,3 miliardi di euro, o al 30% del capitale di cui dispone Lufthansa, che con 763 aerei ha un fatturato di 39 miliardi. Tra l’altro, un immenso investimento in una azienda che deve operare in un comparto – quello del trasporto aereo – che già prima di essere devastato dall’emergenza Covid-19 appariva in fortissima crisi”.

Su questo, dunque, punta il governo. Ma di cifre così per dare liquidità e soldi veri, immediatamente, a chi ne ha davvero bisogno non se ne parla. Questa operazione scellerata e propagandistica sarà solo l’ennesimo spreco di risorse pubbliche per favore qualcuno. Da quanto si apprende, sono stati proprio i ministri competenti del settore ad aver premuto fortemente per inserire nel decreto lo stanziamento monstre. E hanno spiegato che “la nuova Alitalia è uno strumento fondamentale per la ripresa dell’economia italiana al termine dell’emergenza coronavirus. Tre miliardi in Alitalia li mettiamo perché è strategica – ha detto la ministra dei Trasporti Paola De Micheli – lo era prima, oggi lo è più che mai”.

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, rincara: “Tutte le compagnie di bandiera in questo momento chiedono l’ingresso dello Stato nei loro capitali. È un momento storico per Alitalia, che finalmente ripartirà ad armi pari con le altre”. Ricordiamo, però, che da quando è stata commissariata, tre anni fa, “Alitalia ha già ricevuto 1,3 miliardi dallo Stato sotto forma di prestito, risorse tutte bruciate dalle perdite”. Per adesso poco ancora si sa di come dovrebbe ripartire la nuova compagnia di bandiera pubblica, che dovrebbe ripartire dall’inizio di giugno. Tre miliardi, dunque, senza sapere come.

E poi c’è la questione nomine. Chi guiderà questa nuova compagnia? Sempre La Stampa scrive: “Molte sono le indiscrezioni sui candidati a guidare la nuova Alitalia: si parla dell’ex manager Fca Alfredo Altavilla, di Massimo Ferrari, general manager di Salini Impregilo, ma anche di soluzioni interne, come il direttore generale Giancarlo Zeni o Fabio Lazzerini, chief business officer della compagnia”. I soliti nomi, insomma.

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