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Giallo delle mascherine, svelati gli sms imbarazzanti tra Arcuri e il “mediatore”

Contatti telefonici fitti e incessanti. Dalla vicenda sul maxi appalto delle mascherine continuano ad emergere elementi che la rendono sempre più ambigua. La procura di Roma sta cercando di fare chiarezza sulle dinamiche che coinvolgono le aziende intermediarie che hanno curato l’acquisto di 800mila mascherine dalla Cina per il valore di 1,25 miliardi di euro. “Commessa richiesta dalla struttura commissariale italiana per la Pandemia del super commissario Domenico Arcuri”, la cui “posizione è stata archiviata in quanto allo stato attuale non vi è prova che gli atti della struttura commissariale siano stati compiuti dietro elargizione”.

Sta di fatto che secondo gli investigatori, le aziende avrebbero lucrato “decine di milioni di euro” e, dalle rivelazioni di Quarta Repubblica, emergono “imbarazzanti sms” che dimostrerebbero il “legame più che consolidato” tra Domenico Arcuri e il “mediatore” Mario Benotti che aveva invece negato di avere una “corsia preferenziale per parlare direttamente con lui”.

Secondo le dinamiche finora delineate, “Benotti avrebbe sfruttato l’influenza sul commissario per pilotare gli acquisti e fatto da intermediario” tra la struttura e le aziende. In realtà non solo sms, i due da gennaio 2020 a maggio si sono scambiati anche numerosissime chiamate. Si contano 1.282 contatti telefonici che si sono interrotti bruscamente il 7 maggio. Allora Benotti confida al suo entourage “la sua frustrazione per essersi Arcuri sottratto all’interlocuzione e il timore che ciò potesse ritenersi sintomatico di una notizia riservata su qualcosa che ci sta per arrivare addosso”.

Inoltre i contatti tra Arcuri e Benotti si infittiscono tra il 3 e il 4 marzo, prima che fosse dichiarato lockdown nazionale. il 4 marzo, come dichiarato dallo stesso Benotti, i due si incontrano fisicamente. Il 10 e l’11 Benotti si attiva per cercare le mascherine. Il 19, comunica al commissario di averle trovate. “Arcuri si era insediato solamente il giorno prima”, sottolinea il Giornale.

Sotto indagine oltre Mario Benotti risultano altri 7 indagati: Andrea Vincenzo Tommasi, Antonella Appullo, Daniela Guamieri, Jorge edito Solis San Andrea, Daniele Guidi, Georges Fares Khozouzam e Dayanna Andreina Solis Cedeno. “I reati vanno dal traffico di influenze illecite al riciclaggio, passando per l’autoriciclaggio e ricettazione”, si legge tra le colonne del Giornale.

Per capire e interpretare gli eventi è utile tenere in considerazione, inoltre, la frase pronunciata da uno degli indagati, Jorge Solis, riferendosi alla pandemia: “Speriamo che a novembre esploda”.

Nel frattempo, la scorsa settimana con una nota ufficiale, la struttura commissariale si è dichiarata parte lesa: “Risulta evidente che la struttura e il commissario Arcuri (estranei alle indagini) sono stati oggetto di illecite strumentalizzazioni da parte degli indagati affinché questi ultimi ottenessero compensi non dovuti dalle aziende produttrici”.

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