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“Non ha basi scientifiche!” La virostar Galli ritorna e ne spara una delle sue (l’ennesima)

Pubblicato il 09/08/2023 19:22 - Aggiornato il 09/08/2023 19:30

Ci risiamo, l’astinenza da presenza televisiva sembra pervadere le virostar che, all’epoca del Covid, abbiamo (purtroppo) imparato a conoscere per aver prestato il fianco ad una massiccia e pervasiva campagna mediatica, poi smentita dai fatti prima ancora che dalle meritorie inchieste dei pochissimi baluardi di libera informazione, nell’appiattimento dei media generalisti del nostro Paese. E così capita che Matteo Bassetti, per avere un po’ di visibilità, debba pubblicare una vignetta di pessimo gusto, che al momento gli è valsa già due denunce, ma ora concentriamoci su un altro personaggio che speravamo di aver dimenticato per sempre: Massimo Galli, infettivologo e già direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, che era solito pontificare con albagia e malcelata arroganza sfuggendo ad ogni contraddittorio con chi osasse pensarla diversamente. (Continua a leggere dopo la foto)
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 galli profetizza covid 2020

Cosa ha detto stavolta

“Anziani e fragili” sono ancora nel mirino dell’illustre personaggio, cui proprio non è andato giù il recente stop all’isolamento per chi abbia contratto o contragga il Covid, laddove persino l’Oms, il 5 maggio scorso, ha dichiarato ufficialmente terminata la presunta emergenza sanitaria. “Non è finito nulla, forse solo nelle speranze di qualcuno ma non nelle certezze”, dice, intervistato dalla Adnkronos: “La malattia è ancora tra noi”. Prima ancora di fare gli scongiuri, leggiamo il seguito delle sue dichiarazioni: la scelta del governo Meloni di mettere fine all’isolamento per i positivi al Covid “è solo un atto politico e non ha nessuna base scientifica“. Il virologo avverte: “Non sappiamo cosa potrà accadere in autunno. Consiglio il vaccino, io farò la quinta dose“. Ecco, qui occorre lasciar perdere simili dichiarazioni che suonano come un colpo di coda, come la frusta sul cavallo stanco, e chiediamoci se proprio lui sia autorizzato a parlare di “basi scientifiche”. Forse no. (Continua a leggere dopo la foto)
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 galli profetizza covid 2020

Ne avesse azzeccata una

Rinfreschiamoci un po’ la memoria e partiamo dall’inizio, quell’infausto 2020, allorché il Nostro, il 10 febbraio per la precisione, affermò: “il Covid difficilmente da noi potrà diffondersi. L’esiguità del numero dei casi riscontrati fino ad adesso e la modalità con cui si sono manifestati in persone che si sono infettate prima da partire da Wuhan ci dà la dimensione del contenimento complessivo della problematica”. Non occorrere aggiungere altro, erano ancora i tempi di Abbraccia un cinese, quelli del patetico teatrino di un noto conduttore de La7 che mangiava un involtino primavera in favore di telecamera. Scene tragicomiche. Ma torniamo seri: nell’arco di pochissimi giorni, il Galli aveva poi cambiato clamorosamente idea, distribuendo perle, come quando riuscì a farsi smentire persino dall’ospedale in cui era direttore di reparto, allorché dichiarò che le terapie intensive del Sacco erano “invase da pazienti affetti dalla variante inglese”. La risposta dei dirigenti fu: “Tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all’interno del Presidio”. Come fare, dunque, a non fidarsi di uno scienziato di questa caratura? Poi quando, faticosamente, finalmente, si avviarono le prime riaperture dopo i pesantissimi lockdown, nuove e numerose uscite da menagramo illustravano i terribili rischi cui andavamo incontro, dipingendo scenari apocalittici. La mattanza da lui profetizzata non si è, per fortuna, realizzata. Al contrario, come abbiamo scritto appena ieri, in Germania uno studio ha certificato nero su bianco una anomala mortalità in eccesso che non ha interessato il 2020, ma che ha preso avvio esattamente nell’aprile del 2021, in singolare coincidenza con l’inizio delle campagne vaccinali, dato che va tuttora sempre crescendo.
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I contagi e le cure negate

A proposito dei vaccini, inutile ricordare come Massimo Galli sia stato uno dei massimi promotori del siero. Circa i malori improvvisi che, come detto, esattamente dal 2021 stanno stroncando tantissime giovani vite, egli è della corrente Nessuna correlazione, anzi ce lo ricordiamo molto bene quando diceva che il vaccino avrebbe protetto dal contagio. E allora perché, come qualcuno ricorderà, contrasse il Covid proprio lui, con tre vaccinazioni? Peraltro – e questa è la cifra dell’ipocrisia – egli poté curarsi come gli anticorpi monoclonali, esattamente la derivazione della terapia con il plasma iperimmune, che fu vietata e che invece, con grandi successi, era stata sperimentata dal dottor De Donno, poi morto apparentemente suicida, il quale era stato ostracizzato e sbeffeggiato per le sue terapie. Nessuna citazione, neppure postuma, da parte di Massimo Galli verso il collega scomparso. Infine, va anche menzionata l’imbarazzante vicenda che lo ha visto, nell’autunno del 2021, indagato dalla Procura di Milano per associazione a delinquere, turbativa d’asta, falso in atto pubblico, per “il sistematico condizionamento dei concorsi”.

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