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La Francia vuole vietare i “certificati di verginità”. Rivolta dei medici: “Vanno tenuti”

Sta facendo il giro dell’occidente l’appello lanciato da un gruppo di ginecologi e medici che in Francia si sono schierati contro la decisione del governo di approvare una legge per vietare i certificati di verginità. Una pratica sessista, umiliante, che rende penalmente responsabili i dottori che si prestano a rilasciare i certificati. Secondo i firmatari del testo pubblicato su Libération la proposta dell’esecutivo, che fa parte del progetto più ampio contro il “separatismo” in particolare islamico, rischia di mettere in pericolo le ragazze che vivono in famiglie integraliste.

Come spiega Repubblica, “i certificati di verginità vengono rilasciati dopo un controllo dell’integrità dell’imene e vengono di solito richiesti da giovani, o piuttosto da genitori e futuri mariti. I medici firmatari sottolineano che si tratta di un fenomeno minoritario. ‘Siamo decisamente contrari ai test di verginità. È una pratica barbara, retrograda e totalmente sessista. In un mondo ideale, tali certificati dovrebbero naturalmente essere rifiutati'”.

Poi però aggiungono: “In Francia ci capita di dover fornire questo certificato a una giovane donna per salvarle la vita, per proteggerla perché è indebolita, vulnerabile o minacciata”. Secondo i firmatari approvare un bando con reato penale significa abbandonare le ragazze a pratiche clandestine, o a viaggi all’estero per ottenere comunque gli attestati, mentre oggi la consultazione è l’occasione di aiutare le ragazze “a prendere coscienza e a liberarsi dal dominio maschile o familiare”.

L’idea che nella Francia del 2020 ci siano ancora donne (e medici) che si occupano di certificati di verginità, con nessun valore legale, sembra incredibile. Ma la soluzione, dicono i medici promotori dell’appello al governo, non è una legge. “Significa attaccare gli effetti trascurando la causa che affonda le sue radici nell’ignoranza e nella paura. Solo l’educazione – concludono i firmatari – permetterà l’emancipazione di queste giovani donne”.

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