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Fitoussi: “Draghi? Aiuta soltanto i ricchi, è il premier delle élite”

Pubblicato il 20/12/2021 10:25

“L’Italia? Soltanto la migliore tra le peggiori”. E Mario Draghi è un premier che “aiuta i ricchi, il presidente del Consiglio perfetto per le élite”. A dirlo, si badi bene, non è un esponente dell’opposizione ma Jean-Paul Fitoussi, tra i più noti economisti europei e professore emerito alla Sciences Po, l’istituto di Studi Politici di Parigi. Intervistato da Antonello Caporale per il Fatto Quotidiano, ha parlato innanzitutto della scelta della testata The Economist di premiare l’Italia di Draghi come simbolo di cambiamento: “Temo che sia un premio a Draghi e non all’Italia: il giornale delle élite riconosce il premier italiano come suo membro benemerito”.

“Ricordo quando Draghi – ha poi sottolineato Fitoussi – disse in Parlamento che questo era il tempo di dare, non di togliere. Dare, immagino, a chi riceve meno. Riequilibrare ciò che non era più in asse. Domanda: è stato fatto?”. L’Italia, piuttosto, ha visto crescere in questi anni la povertà delle famiglie: “Ecco il travisamento, la confusione tra l’Italia e Draghi. Il boom economico? Il rimbalzo? A che serve se lascia per strada due milioni di famiglie? Si dice che l’Italia ha fatto meglio di altri. Ok, è una risposta più misurata: è stata la migliore tra i peggiori”.

Nel riconoscere che “la crisi sanitaria ha contribuito alla crescita delle diseguaglianze”, Fitoussi ha poi sottolineato come “all’emergenza non sia corrisposta la determinazione a raddoppiare gli sforzi per affrontarla. Chi teorizza o aderisce all’idea salvifica della flessibilità nei rapporti di lavoro come balsamo per l’economia di mercato, aderisce all’idea di rendere stabile la precarizzazione. Flessibile per me significa precario. E precario significa povero”.

Per quanto riguarda l’alto indice di gradimento di cui gode Draghi, Fitoussi ha invece spiegato: “Non discuto la sua rispettabilità pubblica. Contesto le scelte economiche. Oggi l’immagine pubblica è orientata dalla comunicazione. Ciò che appare, non sempre è”. Occhio, però, alle sorprese che potrebbero presto arrivare dalle cabine elettorali, non appena il Paese tornerà al voto: “Ci stupiremo vedendo che i poveri hanno idee diverse da quelle dei ricchi e che sono la maggioranza”.

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