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Esenzione dal Green pass: ecco chi può fare a meno del certificato

Obbligo doveva essere e obbligo, alla fine, è stato. In maniera subdola, ricattatoria, con il governo che alla fine ha detto agli italiani: se volete continuare a lavorare, dovete avere il Green pass. Di fatto, dunque, per tutti i cittadini è necessario ottenere il certificato, rilasciato per aver effettuato il vaccino, dopo un’attestata guarigione dal Covid nel corso degli ultimi 6 mesi o a seguito di test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore. Con poche eccezioni: ecco quali.

Vaccino pass e gravidanza, le bugie del governo. Come stanno davvero le cose

Alcune categorie, infatti, sono esentate dall’ottenimento del Green pass, almeno momentaneamente, e possono comunque avere accesso a una vita normale. Innanzitutto, i bambini al di sotto dei 12 anni: per loro un vaccino ancora non esiste e, quindi, non è necessario il certificato. In caso di viaggio all’estero, resta però necessario il tampone molecolare o antigenico per tutti i ragazzi al di sopra dei 6 anni.

Ci sono poi le categorie a rischio, ovvero i soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica, e coloro che hanno avuto una reazione allergica grave dopo una dose di vaccino o a qualsiasi componente del vaccino. Possono fare a meno del Green pass anche chi ha avuto una manifestazione della sindrome di Guillain-Barrè nelle 6 settimane successive dalla somministrazione del vaccino anti-Covid e le persone che, dopo la somministrazione dei farmaci anti-Covid, si sono ritrovate a fare i conti con miocarditi e pericarditi. Infine, il caso delle donne incinta.

Quello delle pazienti in gravidanza è lo specchio perfetto delle bugie raccontate in queste settimane dal governo e dai virologi-santoni, che più e più volte hanno ripetuto, attraverso i microfoni dei talk show e i profili sociali, che “le future mamme non corrono nessun rischio”. Peccato che invece, come fatto recentemente notare anche dal senatore Gianluigi Paragone, le indicazioni ufficiali del ministero della Salute (che potete trovare qui) siano ben diverse. La vaccinazione “non è controindicata” in gravidanza, termine ben diverso dal “consigliata” usato solitamente dagli scienziati-vip italiani. Tanto da rendere possibile l’esenzione dal Green pass.

Leggendo ancora, infatti, ecco comparire la frase “Qualora, dopo valutazione medica, si decida di rimandare la vaccinazione, alla donna in gravidanza potrà essere rilasciato un certificato di esenzione temporanea alla vaccinazione”. Evidentemente, allora, qualche rischio c’è. Peccato, però, che nel Paese delle bugie di Stato nessuno si prenda la briga di ammetterlo.

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