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Giù le mani dai bambini! Il piano del generale per vaccinare i minori di 5 anni

Cosa succederà in Italia nei prossimi mesi? Lo scenario è nefasto. I prezzi raddopieranno, crescerà la bolletta energetica, il governo prorogherà lo stato di emergenza per pure questioni politiche e non sanitarie e, come se non bastasse, inizieranno a vaccinare i bambini al di sotto dei 5 anni e imporranno una quarta dose per tutti gli altri. In merito a queste due ultime questioni, quelle legate al vaccino, l’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco, scioglierà la riserva sulla possibile raccomandazione a somministrare il siero anti-Covid di Pfizer/BioNtech per i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni “a dicembre”. (Continua a leggere dopo la foto)

Una decisione che – come riporta La Stampa – arriva “in tempo ridotto”. Intanto, sempre Ema, non esclude la quarta dose: “Ci sono soggetti particolarmente vulnerabili al virus del Covid – dice a La Stampa Marco Cavaleri, responsabile della strategia vaccini dell’Agenzia europea del farmaco – Già raccomandiamo una terza dose per pazienti immunodepressi e non è escluso che questa categoria di persone che non rispondono alla vaccinazione possa avere benefici da una quarta dose già adesso”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ema quindi ha deciso di stringere i tempi anche per i più piccoli, e di non perdere tempo nella valutazione di un possibile quarto siero anti-Covid. “Appare chiaro che ad ogni modo la punturina resti la via maestra. Per i prodotti farmaceutici VaxZevria, Pfizer/BioNtech e Moderna è stato disposto il via libera ad una terza dose extra, oltre le due necessarie per una copertura totale. Per Johnson&Johnson, prodotto monodose, «ci aspettiamo dati sulla dose di richiamo somministrata sei mesi dopo la prima dose»”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma più in generale, “l’aggiornamento dei certificati vaccinali sembra essere la politica scelta per prevenire recrudescenze. La maggior parte degli Stati membri ha iniziato a somministrare dosi supplementari alle persone più a rischio di infezione e trasmissione del coronavirus, ricorda Cavalieri, secondo cui «l’espansione delle dosi di richiamo alla popolazione generale potrebbe essere il prossimo passo»”.

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