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Economia di guerra, razionamenti e blocco delle esportazioni: il boomerang della sanzioni alla Russia

Una vera e propria economia di guerra, con tanto di razionamento dei generi alimentari già iniziato. Uno scenario sempre più inquietante, quello che si va delineando con il passare delle ore a seguito dell’esplosione del conflitto tra Russia e Ucraina. Dalle conseguenze devastanti per le famiglie, alle prese da mesi con bollette record: agli aumenti di luce e gas si sono aggiunti ora anche quello del carburante e, a cascata, delle materie prime e dei prodotti sugli scaffali dei supermercati. E il futuro prossimo sembra tutto fuorché rassicurante, come testimoniato dalle scene già viste in tante parti d’Italia.

Sulle pagine di Libero Quotidiano, Pietro De Leo ha raccontato per esempio di un cartello esposto fuori da un supermercato della catena MD a Milano: “A fronte della grave situazione internazionale, per garantire continuità di rifornimento si potranno acquistare al massimo 2 pezzi totali per tutti gli oli di semi”. In Toscana, invece, una nota della Coldiretti ha fatto riferimento ai “primi razionamenti” applicati dall’Unicoop Firenze, dove è stato messo un tetto “per chi compra olio di semi di girasoli, farina e zucchero”.

La stessa Unicoop, scrive Libero, non ha smentito l’iniziativa, precisando però che al momento non c’è fortunatamente “alcun rischio relativo alla mancanza del prodotto” e che il limite è stato introdotto “a seguito di diversi episodi di accaparramento che si sono verificati nei punti vendita fiorentini da parte di alcuni operatori commerciali”. Una scelta adottata, dunque, per tutelare i clienti “da eventuali rischi speculativi”. E che però delinea una situazione in cui le certezze dell’oggi fanno il paio con i tanti timori che circondano il domani, con il rischio di facili psicosi aumentato dalle restrizioni e dalle paure degli ultimi due anni.

In Sardegna, l’annuncio dello sciopero degli autotrasportatori fissato per il prossimo 14 marzo, che potrebbe causare disagi e la mancata consegna di alcuni prodotti, ha così spinto molti cittadini a prendere d’assalto i supermercati, con file lunghissime nonostante le rassicurazioni da parte delle autorità. La catena Isa ha dovuto addirittura emettere un avviso ai consumatori per rassicurare “che non ci sono e non ci saranno problemi di mancanza di merce sugli scaffali”.

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