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“Ecco quanti sono davvero i contagiati”: l’analisi choc del sociologo Ricolfi

Pubblicato il 05/01/2022 13:14 - Aggiornato il 07/12/2022 18:21

Quanti sono davvero i contagiati in Italia? Una domanda sempre attualissima, nella consapevolezza del fatto che i sistemi di monitoraggio adottati dai nostri governanti non riescono a tenere effettivamente il conto dei positivi al Covid. Una possibile risposta è arrivata in queste ore dal professore di Analisi dei dati dell’Università di Torino Luca Ricolfi, che alle pagine di Italia Oggi ha provato a dare la sua personale stima: 3 milioni di persone colpite dal virus lungo il territorio dello Stivale, con i reparti di medicina generale e terapia intensiva che potrebbero trovarsi a ridosso della soglia critica intorno alla metà di gennaio.

Secondo Ricolfi, il governo non è però del tutto esente da responsabilità per la situazione che si è venuta a creare: “L’errore fatto questa volta è stato quello di inseguire il virus invece di tentare di anticiparlo. Lì Mario Draghi ha sbagliato, ma sarebbe meglio dire che ha voluto sbagliare. Perché la stella polare di questo governo non è stata la saluta ma la cosiddetta normalità, che significa in sostanza più Pil e meno Dad”.

La situazione lascia comunque spazio all’ottimismo? Non troppo, secondo Ricolfi: “Dal punto di vista di morti e ospedalizzati le cose vanno meglio che in passato. Sul fronte contagiati no: le ultime cifre parlano di 170 mila nuovi casi al giorno, contro i 16 mila dello scorso anno. I soggetti positivi ufficiali sono più di 1 milione, il che significa verosimilmente 3 milioni. Includendo anche i famigliari di contatti positivi, si arriva a 5/6 milioni di persone a stretto contatto con il virus: praticamente 1 italiano su 10”.

Una situazione che, a detta di Ricolfi, potrebbe non andare incontro a netti miglioramenti prima dell’estate: “L’inversione della curva potrebbe aver luogo nella seconda metà di luglio. Entro la seconda metà di gennaio la maggior parte dei reparti ospedalieri potrebbe superare la soglia critica, mettendo per l’ennesima volta a repentaglio le cure ai malati non Covid”.

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