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Il Financial Times dietro la conferenza di Draghi dopo il disastro sul mix di vaccini

La gestione della pandemia italiana continua a essere un disastro. Fare peggio di Conte e Arcuri è impossibile, ma Draghi e Figliuolo sembra proprio che non vogliano essere da meno. Come una bomba è esplosa l’ennesima figuraccia italiana sul mix dei vaccini. E così, dopo che la notizia ha fatto il giro del mondo, e che persino il Financial Times è sceso in campo a criticare l’intoccabile Draghi, il premier ha ordinato di correre immediatamente ai ripari. Lo possono criticare tutti, ma il Financial Times no, su questo è sensibile il premier. Ecco perché ha deciso di organizzare subito quella conferenza stampa. Come evidenzia Tpi, il “pesantissimo articolo” pubblicato sulla “bibbia dei poteri forti internazionali”, è uscito poche ore prima delle parole di Draghi in conferenza. (Continua a leggere dopo la foto)

Già, perché Mario Draghi – scrive Marco Antonellis – si è deciso a convocare d’urgenza la conferenza stampa nella tarda serata di ieri per una “messa a punto” sui vaccini soltanto dopo un durissimo articolo apparso poche ore prima sul Financial Times che per la prima volta metteva duramente nel mirino le scelte del governo Draghi spingendosi addirittura a parlare di “cocktail tossico“. L’articolo, sfuggito ai più, non poteva però passare inosservato agli occhi di Mario Draghi. (Continua a leggere dopo la foto)

Parole che lo hanno ferito come una coltellata in pieno petto. Secondo il FT, infatti, “la seconda dose di vaccino a Rna messaggero (Pfizer/BioNTech o Moderna) per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose del vaccino di AstraZeneca rischia di trasformarsi in un cocktail tossico per il governo di Mario Draghi” dal momento che sempre più italiani sono riluttanti al completamento del ciclo vaccinale con un siero differente. (Continua a leggere dopo la foto)

Il Financial Times, che per la prima volta picchia duro su Draghi, ha evidenziato l’incertezza creata dal governo, dal Cts e dalla struttura commissariale con lo stop all’inoculazione del vaccino AstraZeneca alle persone con meno di 60 anni dopo la morte della 18enne Camilla. “Questo ultimo cambiamento nelle linee guida ha creato il panico tra la popolazione, con migliaia di persone che hanno cancellato i loro appuntamenti vaccinali” con l’aggravante che “il governo italiano è nondimeno finito nel mirino per non averne ristretto prima l’uso per le persone più giovani e per continuare a offrire all’opinione pubblica messaggi contraddittori sul vaccino”.

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