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Da 8 anni attende 100 mila euro dallo Stato. Che però, quando deve risarcire, sparisce

Un caso che si trascina ormai avanti da anni, a conferma di come lo Stato italiano sia sempre particolarmente insistente nel chiedere sacrifici ai propri cittadini e molto, molto meno rigoroso quando si trova invece dalla parte di chi deve risarcire. Libero Quotidiano ha raccontato in queste ore la storia di Antonio Terraneo, collaboratore della testata vittima di un caso di malagiustizia ancora irrisolto. Una questione arrivata già alle orecchie prima di Teresa Bellanova e poi, dopo la fine del governo Conte bis, del suo successore Stefano Patuanelli, attuale ministro all’Agricoltura. Senza che si sia mai trovata, però, una soluzione.

Da 8 anni attende 100 mila euro dallo Stato. Che però, quando deve risarcire, sparisce

Terraneo era stato giornalista ippico a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, periodo in cui tra l’altro il Paese aveva improvvisamente riscoperto la disciplina grazie alle imprese di Varenne. Ed era stato nominato direttore di Unire Tv, canale tematico che faceva capo al ministero dell’Agricoltura. Dopo pochi mesi, però, l’incarico era stato revocato per “incompatibilità”, con ricorso d aparte di Terraneo che aveva trovato riscontro positivo nella sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma, che si era espresso in merito nel 2009.

TERESA BELLANOVA POLITICO

Unire era stata così obbligata a risarcire Terraneo, visto che la presunta incompatibilità non era mai stata riscontrata. Con due successivi appelli e la conferma: il cronista vanta oggi un credito nei confronti dello Stato di oltre 100 mila euro, eppure non ha ancora ricevuto un euro. Oltretutto, purtroppo, le sue condizioni di salute si sono nel frattempo aggravate, impedendogli di lavorare.

Libero ha tentato più volte di contattare qualcuno, riuscendo alla fine a parlare con Giovanni Di Genova, dirigente del Mipaaf (ministero delle Politiche Agricole) al quale fa capo la questione. Strappando la promessa di un impegno per risolvere rapidamente la vicenda. Parole alle quali, però, ancora una volta non sono seguite i fatti, lasciando Terraneo sospeso, in attesa di una giustizia che non sembra arrivare mai.

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