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“Costretto a chiedere i soldi in prestito, non potrò comprare i libri ai miei figli”. Schiacciati dal caro bollette, gli appelli disperati

Pubblicato il 12/10/2022 14:08 - Aggiornato il 12/10/2022 14:21

Per le famiglie italiane, far quadrare i conti si sta trasformando in una vera e propria missione impossibile. Per chi ha un contratto di fornitura tutelato, da inizio ottobre il costo dell’energia elettrica è aumentato addirittura del 59%, come denunciato da tanti utenti. E con l’inverno in arrivo e il prezzo del gas che fa paura, in molti temono di non riuscire più a pagare le bollette. Mentre la politica continua a rimandare a tempo indeterminato interventi concreti, il Fatto Quotidiano ha raccolto così le testimonianze di chi vive già una situazione disperata.

Tante le lettere raccolte dal Fatto, provenienti da ogni parte d’Italia. Come quella di Rita da Albiate, in provincia di Monza: “”Dico a mia figlia che i libri di scuola del nuovo anno non sono ancora arrivati, ma non è vero. Sono 300 euro, devo aspettare lo stipendio”. La donna vive da sola, può contare su un solo stipendio da 1.000 euro al mese netti: “Ne dovrei prendere un centinaio in più ma ho dovuto fare la cessione del quinto dello stipendio per ottenere un prestito da 3mila euro. Ho avuto un incidente e mi sono rotta un dente davanti, dovevo pagare il dentista”. Non ha la macchina (“non me la posso permettere”), la rata del mutuo si prende ogni mese 520 euro, e il caro bollette ora fa paura: “Cerchiamo di cucinare poco e quando lo facciamo cuociamo grandi quantità, così poi basta riscaldare e si consuma meno. Le lavatrici sono da 30 minuti, a 20 o 30 gradi”.

Sara Pavan da Carbola, in provincia di Rovigo, ha acquistato “lana di vetro per isolare meglio il tetto, che è la parte da dove si disperde più calore”. Per pagare la luce, nel mese di agosto, ha dovuto sborsare più di 500 euro, invece che i soliti 250. Per lo stesso motivo cercherà di utilizzare il meno possibile i termosifoni. Si sente fortunata perché vive in una casa di proprietà e non paga l’affitto, ma lo stipendio da operatrice socio-sanitaria non le permette da parte soldi: “In questa situazione basta veramente poco per scivolare. I miei figli lavorano, quindi posso chiedere loro aiuto”.

Marinella, 73 anni da Cagliari, ha lavorato a lungo in una grande azienda di distribuzione dell’energia. Oggi è costretta a scegliere: “Prima gli occhi o l’otorino? Prima il dentista o il reumatologo? Le visite preventive alla mia età non possono essere rimandate e non abbiamo esenzioni”. Fino al 2015, grazie a un’offerta riservata ai dipendenti, Marinella ha usufruito di uno sconto dell’80% sulla tariffa elettrica. “Doveva essere vita natural durante e invece ci siamo trovati all’improvviso a dover fronteggiare una nuova spesa molto importante. Abbiamo fatto ricorso, poi abbiamo rinunciato. I costi erano troppo alti”. Dal secondo semestre del 2021, però, sono arrivati ulteriori rincari. Oggi fa “la doccia fredda”, ha smesso di usare il forno e ha limitato l’uso della lavatrice: “Più di così non so cosa fare”.

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