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Contrordine, i contanti non sono il male. Ora anche il Fatto scopre quello che diciamo da sempre

Lo abbiamo detto e ridetto. Sostenuto miliardi di volte. Il contante non è il demonio e la lotta al contante non combatte l’evasione fiscale. La lotta al contante fa bene soltanto alle casse delle banche e alle tasche di pochi. E non lo diciamo così tanto per dire, ma lo affermiamo con il sostegno dei dati che emergono da ricerche del panorama accademico europeo. 

Sul Fatto Quotidiano compare un articolo che mostra queste e altre tesi sostenute all’interno del libro “Viva i contanti” scritto da Beppe Scienza. Tutto è cambiato nel momento in cui le banche hanno scoperto di poter raschiare via i soldi cavalcando l’onda della cosiddetta lotta al contante. “Furbescamente hanno messo in giro la storiella della lotta all’evasione” e hanno tirato acqua al loro mulino accalappiandosi anche il sostegno delle “persone in buona fede”.

I vantaggi del contante sono innegabili: “non costa nulla e non consente nè a banchè e nè a società di pagamenti digitali di raschiare commissioni e balzelli” che sono caricati sulle spalle dei venditori e che in ultima istanza vengono caricati anche sulle spalle dei consumatori. E, soprattutto, l’utilizzo del contante non consente il tracciamento delle abitudini di consumo.

Vogliono trasfomare noi e il nostro profilo economico/finanziario in un menù a cui accedere quando e come vogliono per estrapolare informazioni che farebbero gola principalmente a taluni. Vogliono rinchiuderci dentro pareti digitali e immateriali, farci dipendere dal loro potere di cancellare o controllarci mediante una semplice battitura sulla tastiera o un colpo di click. Ma, lo scrittore invita a riflettere sul fatto considerando che “i soldi su conti correnti e libretti sono moneta bancaria” e che “le banche possono fallire”. Mentre “le banconote sono la moneta della banca centrale che non fallisce”. 

Il cash conviene, è sicuro e inclusivo in quanto, ad esempio, non taglia fuori chi non ha un conto corrente.  Non è vero che l’utilizzo del contante è destinato a tramontare: “Anche se è probabile che la percentuale di pagamenti elettronici aumenterà ancora, non si vede nessuna fine del contante”, scrive Beppe Scienza. E non è vero che paghiamo il contante salatamente, ovvero “10 miliardi l’anno”. Questa sparata circola anche in Germania, solo che lì la Banca centrale tedesca ha escluso e contestato questa frottola: “la cifra è campata per aria e non è provata”, sostiene Scienza.

Molte sono le fakenews che vengono fatte circolare appositamente per dare a bere l’equazione contante=evasione fiscale. La cosa più grave è che ci hanno fatto credere che l’Italia sia la pecora nera d’Europa per la preferenza ai contanti. Come se gli italiani che sostengono il proprio diritto ad utilizzare il contante fossero in maniera automatica e innegabile associati alla criminalità organizzata che pensa solo ad evadere le tasse. Ma la verità, che viene sottolineata nel libro, è che i contanti “li usano altrettanto in Germania, dove però nessuno li colpevolizza e, anzi la Bundesbank li difende in tutti i modi”.

L’ultima trovata, figlia dell’epoca Covid, è che “i contanti trasmetterebbero il virus”. Anche questa -ovviamente- è stata smentita, “la banca centrale tedesca ha approfondito ed escluso tale pericolo”. 

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