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Concorrenza sleale e competizione con i Transgender. La protesta di Mitchell, censurata per “linguaggio offensivo”

Nel Connecticut una ragazza è stata censurata dai redattori del giornale Usa Today per aver osato utilizzare un “linguaggio offensivo”. Ma cosa ha scritto di così offensivo da essere censurata? Secondo noi nulla, anzi stava cercando di mostrare ai lettori il suo punto di vista sulla questione e di difendere il diritto a gareggiare con atleti dalle caratteristiche fisiche pari alle proprie e quindi di confrontarsi con persone dalle pari potenzialità fisiche.

Chelsea Mitchell si distingueva per essere la ragazza più veloce del Connecticut, finché, come molte altre atlete, è stata costretta a gareggiare contro due velocisti «fisicamente avvantaggiati», cioè  due maschi che si identificano come donne. Dal 2019 infatti Il Connecticut ha permesso agli atleti transgender delle scuole superiori di competere senza restrizioni.

La cosa grave è che a Chelsea Mitchell è stato tolto il diritto di potersi esprimere e di poter presentare il problema dal suo punto di vista. Dopo aver inviato un “opinion” a Usa Today per affrontare il tema e raccontato perché ha deciso di imbarcarsi insieme a tante altre ragazze in una causa contro la Connecticut Interscholastic Athletic Conference, il suo testo è stato rivisto e la parola, dalla redazione considerata offensiva, è stata intenzionalmente sostituita.

Per spiegare la questione e far capire le ragioni della sua tesi, la ragazza si è (semplicemente) limitata a scrivere che “i corridori maschi hanno enormi vantaggi fisici” rispetto alle colleghe femmine. Cosa che non è stata gradita dalla redazione la quale ha sostituito la parola maschi con la parola transgender. Oltre ad aver manomesso il testo, la redazione non ha comunicato a Mitchell della revisione. Quindi la ragazza non ha offeso nessuno, semplicemente ha spiegato un dato biologico di fatto, cercando di rivendicare il diritto alla concorrenza leale.

Pubblicata il 22 maggio, il 26 maggio la tribuna di Mitchell è stata stravolta con tanto di pecetta: «Nota dell’editore: questa colonna è stata aggiornata per riflettere gli standard e le linee guida di stile di Usa Today. Ci dispiace che sia stato usato un linguaggio offensivo».

Alanna Smith, tra le ragazze contro la politica del Connecticut, ha invece dichiarato: “Ogni volta che scendiamo in pista conosciamo il risultato prima ancora che inizi la gara. Un’ingiustizia biologica non scompare grazie a ciò che qualcuno crede sull’identità di genere”. Mitchell invece ha spiegato: quando i college hanno esaminato il mio record, non hanno visto la ragazza più veloce del Connecticut. Hanno visto un secondo o terzo classificato”.

Secondo la Connecticut Interscholastic Athletic Conference, a cui i giudici hanno sempre dato ragione, “gli studenti che si identificano come donne devono essere riconosciuti come donne. Fare diversamente non sarebbe solo discriminatorio, li priverebbe della significativa opportunità di partecipare ad attività educative, compresi gli sport scolastici, basati su stereotipi sessuali e pregiudizi che si cerca di prevenire col Titolo IX”.¢

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