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Compagni di scuola? No congiunti! Ecco a voi l’ultimo numero di magia del governo

Quando si dice ‘la toppa peggio del buco’… Se lo spazio non c’è, allora loro pensano di crearlo con una correzione scarabocchiata di penna allargando il concetto di congiunti.
Diremmo piuttosto degno degli altri pastrocchi, l’esordio che la ministra De Micheli ha fatto nella compagnia delle comiche con la sua proposta.

Siccome lo spazio non c’è -e lo spazio non c’è perchè non hanno preso per tempo in mano la situazione, forse erano distratti con la stesura e ristesura del bando per la produzione dei banchi monoposto- hanno deciso di servirsi di un sotterfugio per sbrogliare il problema.

Hanno faticosamente e goffamente fatto una “acrobazia semantica”, come direbbe il Giornale da cui riprendiamo la notizia, per superare l’ostacolo della capienza dimezzata sui bus e l’insufficienza del numero dei mezzi.

Così diventano congiunti anche i compagni di classe e di lavoro per derogare al distanziamento di un metro. Il che indirettamente sarebbe come dire che il Coronavirus farà un passo indietro, si ‘toglierà di torno’, perchè il governo ha stabilito che studenti nella stessa aula sono congiunti. Forse staranno pensando di fare un corso accelerato al virus per insegnargli le regole di comportamento tra i banchi di scuola, altrimenti tale assurdità non si spiegherebbe.

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