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Chiude la Gianetti Ruote: 152 operai licenziati con una mail

Una semplice mail per annunciare che lo stabilimento nel quale lavoravano stava per chiudere e che loro, 142 persone impiegate all’interno dell’azienda, si sarebbero trovati di punto in bianco senza un lavoro. Così, con un messaggio freddo apparso davanti allo schermo del computer, la fabbrica Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto, in provincia di Monza e Brianza, ha comunicato che sarebbe stata aperta una procedura di licenziamento collettivo. Scatenando rabbia e proteste.

Chiude la Gianetti Ruote: 152 operai licenziati con una mail

L’azienda ha atteso che finisse il turno di lavoro degli operai. Poi ha fatto recapitare al loro indirizzo mail un comunicato in cui si anticipava lo stop: nel testo si legge che gli operai saranno messi in ferie per poi andare in permesso retribuito fino alla chiusura definitiva dello stabilimento. L’azienda, con alle spalle una storia di oltre 100 anni, ha accresciuto col tempo la sua fama fino ad annoverare tra i clienti anche nomi importanti come Harley-Davidson. Attualmente appartiene a un fondo d’investimento straniero.

Una decisione che ha spiazzato un po’ tutti, anche perché il lavoro non sembrava mancare e, anzi, spesso e volentieri era necessario effettuare turni extra per poter soddisfare tutte le richieste dei clienti. Secondo il segretario generale della Fiom Cgil Brianza, Pietro Occhiuto, “siamo alla barbarie, difenderemo i posti di lavoro. Niente lasciava presagire un epilogo di questa natura”.

Occhiuto ha poi annunciato l’istituzione di “un’assemblea permanente, presidieremo i cancelli e difenderemo i posti lavoro”. Ciò che stupisce il sindacato è che la Gianetti, associata a Confindustria, “se ne freghi di quanto sottoscritto tra governo e parti sociali e annunci la chiusura dello stabilimento ed il licenziamento delle persone senza neanche far ricorso agli ammortizzatori sociali”.

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