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“Andremo in default”. Anche Cacciari dimentica il green pass e passa nelle fila del nemico

Pubblicato il 16/07/2022 10:19

Massimo Cacciari è tornato a parlare dopo i suoi lunghi sfoghi contro la gestione pandemica, gli obblighi vaccinali e il Green pass. E lo ha fatto per fotografare l’attuale crisi di governo che sta attraversando il nostro Paese. La rottura tra i Cinque Stelle e Draghi e le dimissioni del premier – respinte da Mattarella – “sono il segnale di uno tsunami politico ed economico che potrebbe abbattersi sul nostro Paese e anche su tutta l’Europa”, come sostiene questa mattina il New York Times. Dunque anche dall’altra parte dell’oceano ci guardano. In un’intervista a LaStampa, Cacciari pare essere dello stesso avviso. (Continua a leggere dopo la foto)

Afferma il filosofo: “Non si lascia per le bizze di una componente residua del governo, che per altro non lo farà mai cadere. Capirei se ad andarsene fosse stato il Pd. Ma così è assurdo. Al limite fai un rimpasto, ti liberi della zavorra e vai più spedito di prima. Chi lo vuole Conte? Letta? Salvini? Ma andiamo”. A questo punto lo stesso Cacciari spiega quali saranno le conseguenze dell’uscita di scena di Draghi per la nostra economia: “Le Borse sono crollate e con loro i risparmi degli italiani. Se viene un governo che non ha sufficienti rapporti con i poteri forti europei l’Italia va in default. E tutto questo per Conte? Forza, non prendiamoci per i fondelli”. (Continua a leggere dopo la foto)

Infine, sempre Cacciari, spiega qual è il motivo per cui Draghi deve restare in sella al suo posto a palazzo Chigi: “Non dico che questo governo sia la panacea per tutti i mali, ma almeno ha un leader con una credibilità internazionale decisamente forte e questa è l’unica cosa che ci può salvare da una crisi che pesa sull’Italia più che su qualunque altro Paese europeo. Siamo nelle mani di Mattarella. Se Draghi resta avrà una maggioranza piegata a ogni suo desiderio. Se si è stufato deve avere pronto un altro nome”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Non mi aspettavo le dimissioni di Draghi. Ma di una cosa sono certo: a votare non andiamo. È pacifico. Ma come fa Mattarella ad accettare il voto in queste condizioni? Non sono chiare le scadenze che ci attendono a ottobre e a novembre? Non è chiara la situazione drammatica nella quale stiamo vivendo?”.

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