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Bill Gates ci riprova con i vaccini, la nuova idea del multimiliardario mette i brividi. Ecco cosa sta per fare

Pubblicato il 12/10/2023 17:32 - Aggiornato il 13/11/2023 11:17

Prima ancora di addentrarci nella notizia, apriamo una parentesi per ricordare che, come abbiamo già riportato, Bill Gates è uno dei massimi finanziatori privati dell’Organizzazione mondiale della sanità, e che da anni ne detta la linea attraverso la sua Fondazione. A sua volta, la Bill & Melinda Gates Foundation pare letteralmente ossessionata, da ben prima della presunta emergenza da Covid-19, dalle campagne vaccinali a tappeto in tutto il mondo. La Fondazione Gates è il più grande donatore filantropico privato, forte di una dotazione di oltre 70 miliardi di dollari. Lui, dunque, è un “filantropo” e siamo certi che è per un ammirevole afflato umanitario che ha sganciato 40 milioni di dollari, che per lui sono pochi spiccioli, per aiutare a sviluppare vaccini a mRNA in Africa nei prossimi anni. L’idea è di produrre vaccini a basso costo e con processi produttivi più semplici per i Paesi a basso reddito. Mentre potrebbero volerci ancora almeno altri tre anni prima che uno qualsiasi dei vaccini sia approvato e posto sul mercato, la fondazione ha affermato che il suo investimento nell’mRNA segna un importante passo avanti nel “miglioramento dell’equità del vaccino”. Occorre, ora, aprire una nuova parentesi dettata da quel termine: “equità”. È in effetti vero che non c’è stata equità nella distribuzione dei vaccini anti-Covid in questi anni, ma è pur vero che nel continente africano, con le sue endemiche carenze sanitarie e igieniche, l’impatto del Covid è stato infinitamente più blando che nel mondo occidentale. (Continua a leggere dopo la foto)
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“La prossima pandemia”

“Che si tratti di malattie locali in Africa come la Rift Valley (febbre) o di malattie globali come la tubercolosi, l’mRNA sembra un approccio molto promettente“, ha detto Bill Gates all’Associated Press domenica dopo aver visitato una delle strutture coinvolte, l’Institut Pasteur di Dakar, in Senegal. In realtà, quella dell’mRNA è materia assai complessa: vi abbiamo già dato conto della dimostrata contaminazione da DNA e abbiamo ribadito più volte come lo stesso scopritore della biotecnologia a mRNA, Robert Malone, ne abbia sconfessato l’utilizzo per i vaccini. Ad ogni modo, l’Institut Pasteur, insieme alla società sudafricana Biovac, utilizzerà una piattaforma di ricerca e produzione di mRNA sviluppata da Quantoom Biosciences in Belgio. I due produttori di vaccini con sede in Africa stanno ricevendo 5 milioni di dollari ciascuno in finanziamenti dalla fondazione, mentre altri 10 milioni di dollari sono destinati ad altre società che non sono ancora state nominate. I restanti 20 milioni di dollari andranno a Quantoom “per far progredire ulteriormente la tecnologia e ridurre i costi”. Amadou Sall, amministratore delegato dell’Institut Pasteur, ha affermato che l’accordo contribuirà a costruire l’autosufficienza vaccinale in Africa. “Quello che vogliamo è che la prossima volta che ci sarà una pandemia – speriamo che non accada presto – l’Africa sarebbe in grado di fare il proprio vaccino, di contribuire allo sviluppo e assicurarsi che proteggiamo la popolazione”, ha aggiunto Sall. Il senso di onnipotenza da cui Gates pare avvinto è oramai palese: si pensi all’idea di “oscurare il sole” per porre rimedio ai cambiamenti climatici.(Continua a leggere dopo la foto)
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Le reazioni dall’Africa

“Mettere l’innovativa tecnologia dell’mRNA nelle mani di ricercatori e produttori in Africa e in tutto il mondo contribuirà a garantire che più persone beneficino dei vaccini di prossima generazione”, ha affermato il ministro della Salute della Nigeria, Muhammad Ali Pate, come riporta l’Ansa. E ancora: “Questa collaborazione è un passo incoraggiante che aumenterà l’accesso a tecnologie sanitarie essenziali e aiuterà i Paesi africani a sviluppare vaccini che soddisfino le esigenze della loro gente”.

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