x

x

Vai al contenuto

Batterie elettriche, svelato il bluff: ecco cosa si nasconde davvero dietro la loro produzione. Lo studio che ribalta tutto

Pubblicato il 18/12/2023 11:49

Continua il dibattito intorno alla forzosa transizione energetica fintamente green. E mentre si scoprono le magagne e che questo presunto green inquina più (o ugualmente) del fossile, ecco esplodere come una bomba la verità sulla produzione delle batterie elettriche. Il portale FormulaPassion.it ripesca uno studio del 2017, volutamente fatto passava in sordina, dell’IVL, l’istituto svedese per l’ambiente. Lisbeth Dahllöf e Mia Romare effettuarono un meta-studio per conoscere il reale impatto sul clima della produzione di batterie destinate ai trasporti. “Le due ricercatrici hanno esaminato le batterie delle singole case automobilistiche, i metodi di produzione e le caratteristiche tecniche; in particolare, quelle delle più comuni vetture elettriche, la Nissan Leaf e la Tesla Model S”. E cosa emerge? (Continua a leggere dopo la foto)
>>> Mario Giordano asfalta Ferragni: “Ecco la sua beneficenza”. Come ha smontato il bluff della paladina della sinistra

Secondo lo studio, già prima di lasciare la concessionaria, questi veicoli hanno emesso rispettivamente 5,3 e 17,5 tonnellate di CO2. “Circa la metà di tali emissioni, si verificherebbero durante la produzione delle materie prime e l’altra metà nella produzione della batteria stessa; la miniera rappresenterebbe circa il 10-20%”. Il collega Mats-Ola Larsson ha infine completato il quadro con un ulteriore, inquietante dato: “Ha calcolato il tempo necessario perché una vettura spinta da motore termico emetta tanto diossido di carbonio quanto quello prodotto dalla produzione delle batterie e avrebbe ottenuto 2,7 anni per una batteria delle dimensioni di quella della Leaf e 8,2 anni per una batteria destinata alla Model S”. (Continua a leggere dopo la foto)

È giusto, quindi, continuare a considerare e far considerare l’elettrico come la migliore risposta ai problemi di inquinamento della nostra era? È bene iniziare a considerare, invece, la quantità di CO2 e i costi energetici di produzione di tutto il ciclo di vita, riciclo e smaltimento di queste batterie. Chiude il cerchio Anders Nordelöf, esperto del Dipartiemento dei Sistemi Ambientali di Göteborg: “C’è grande speranza nell’auto elettrica come soluzione più semplice; ma se vogliamo mantenere la nostra società attuale e avvicinarci a una più sostenibile, dobbiamo compiere passi avanti consapevoli. Le auto elettriche hanno un grande potenziale per essere ecocompatibili, ma, per raggiungere questo obiettivo, lo sviluppo deve aver luogo già oggi”.

Ti potrebbe interessare anche: “Soldi dalle case farmaceutiche.” Virologi, chi li ha pagati e quanto (tanto): lo scoop de “Il Giornale d’Italia”