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Azzolina in panne scrive ai docenti: “Faremo la storia”. Ma si dà la zappa sui piedi: pioggia di critiche

“Una lettera che cerca di trovare le giuste motivazioni per la riapertura delle scuole ma che tuttavia è piena di retorica, confermando l’approccio populista di chi non si pone mai nelle condizioni di autocritica e cerca di screditare tutto e tutti pensando che la solita pacca sulle spalle sia sufficiente per risolvere i problemi”. Così all’Adnkronos, Pino Turi, segretario generale Uil Scuola, commenta la lettera della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, inviata ai docenti e tutto il personale scolastico. Una lettera che sembra più un grido disperato di aiuto. Una presa d’atto, insomma, del suo fallimento. Una ministra che a pochi giorni della riapertura della scuola non è riuscita a dettare regole chiare per ripartire in sicurezza. Mentre studenti, famiglie e l’intero personale scolastico brancolano ancora nel buio.

Ma la Azzolina ha preso carta e penna (si fa per dire) e ha scritto: “Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro”, ma sottolinea – e qui sta la grande bugia che in pochi hanno bevuto – che il governo ha “idee, coraggio e risorse europee”. Qualche riga dopo addirittura si sente di spronare gli insegnanti: “Non era mai successo prima. So che c’è preoccupazione, è comprensibile. Ci darà sostegno la garanzia del gran lavoro fatto. Nessuno in Europa si è impegnato così tanto nei mesi estivi per preparare la scuola a questa nuova stagione. Siate fieri del lavoro svolto”.

La Azzolina scrive una lunga lettera ai docenti e a tutto il personale scolastico in vista dell’avvio delle lezioni nell’anno del Covid, mentre fuori dagli istituti e sui social si iniziano a organizzare manifestazioni e proteste, perché così non va, non va davvero. Sono troppi i buchi, le perplessità, le decisioni pericolose messe in campo da questo governo. Non basta che la Azzolina nella sua letterina ringrazi gli insegnanti ” uno ad uno per gli sforzi fatti e per quelli che farete e dirvi che, come ministra, io farò altrettanto e difenderò sempre il lavoro di chi opera nella scuola”. Servono cose concrete, decisioni vere che tutelino chiunque metterà piede nelle scuole.

“In questi mesi avete lavorato tantissimo: ci avete messo il cuore e l’anima”, conclude Azzolina. E forse è la sola frase vera e sensata di tutto questo papié retorico. Al momento, dei concorsi non si sa più nulla. L’aggiornamento delle graduatorie dei docenti è stato fatto tardi e male, aumentando altra confusione in un sistema di convocazione già intasato. Sulle questioni mense, mascherine e trasporti si continua a discutere. Le famiglie non sanno ancora come organizzarsi, soprattutto per chi lavora e non sa come gestire i figli. Questi sono i problemi reali. E sono solo alcuni. La Azzolina si metta davvero al lavoro, perché la campanella suona tra poco, e lei ha tutta l’aria di chi non è preparato e marinerà la scuola.

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