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Autostrade, tra Stato e concessionari le cause sono ben 401 (e pesano sulle tasche degli automobilisti italiani)

Il caso più famoso è quello che occupa ormai da mesi le prime pagine dei giornali, quello che vede come contendenti da un lato lo Stato e dall’altra Atlantia, il gruppo che ha ricevuto in concessione la gestione delle autostrade italiane e che, tra errori, scarsa manutenzione e incuria, ha trasformato i viaggi degli italiani in un incubo. Ma i casi che vedono opposti le autorità pubbliche e i gestori sono in realtà tanti, tantissimi. Per la precisione 401, un numero che può sembrare spropositato e che in realtà è però corretto.

Sulla diffusione del fenomeno si è espressa, non a caso, la Corte dei Conti, che ha fotografato alla perfezione la situazione con poche, chiare parole: “Sembra venuto meno il rapporto di leale collaborazione che dovrebbe caratterizzare i rapporti tra lo Stato e i gestori di un servizio dato in concessione”. Il mondo delle autostrade, insomma, è circondato da una colte opaca, dove il ricorso alla giustizia è sempre più frequenta e si trasforma spesso e volentieri in una vera e propria arma.

Foto Matteo Groppo Bolzano, traffico in autostrada

Il ministero dei Trasporti ha fatto notare, infatti, come quasi sempre l’oggetto del contendere sia in questi casi di natura interpretativa, una discussione su come leggere e applicare le norme figlie di formulazioni non troppo chiare o dal sovrapporsi nel tempo di disposizioni differenti. I ricorsi fioccano, strumento al quale ricorrere alla prima occasione buona: dal mancato adeguamento delle tariffe agli investimenti fino alla qualità dei lavori svolti, non manca occasione per dare il là all’ennesima causa.

Autostrade, tra Stato e concessionari le cause sono ben 401

Un’epidemia, tanto che il ministero ha iniziato ormai, per difendersi, a inserire negli atti aggiuntivi alle convenzioni già siglate una clausola di rinuncia ai contenziosi aperti. Oltre al danno, immancabile, c’è d’altronde la beffa: le spese per azioni giudiziarie contro lo Stato contribuiscono a definire l’ammontare delle spese sostenute dai gestori su cui si calcolano i pedaggi. Al dunque, i contenziosi tra Stato e concessionari finiscono per gravare sulle tasche degli automobilisti, ancora una volta vere vittime di questa storia.

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