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Autostrade, altro che revoca: i Benetton intascheranno 1,4 miliardi in più

Pubblicato il 27/03/2021 11:14 - Aggiornato il 27/03/2021 12:43

Che la revoca delle concessioni autostradali al gruppo Benetton, sbandierata ai quattro venti per mesi dai Cinque Stelle, fosse una semplice burla è cosa ormai evidente a tutti. Gli slogan del giorno dopo la tragedia del Ponte Morandi si sono trasformati in ben più accomodanti strette di mano, alla ricerca di una soluzione che permetterà in ogni caso agli imprenditori trevigiani di uscire di scena con il portafogli gonfio, gonfissimo. Molto più di quanto si era inizialmente immaginato. Per capirlo, basta dare un’occhiata alle cifre della trattativa attualmente in corso.

Cassa Depositi e Prestiti insieme ai fondi Blackstone Macquaire ha infatti migliorato sia la componente economica che quella contrattuale dell’offerta per l’88% di Autostrade per l’Italia. Sulla scrivania di Atlantia arriverà una proposta dal valore complessivo di 1,4 miliardi in più rispetto a quanto precedentemnete ipotizzato. Non proprio qualche spiccio, con la componente finanziaria salita da 9,1 a 9,5 miliardi e con i rischi legali stimati in precedenza a 1,5 miliardi e che ora indicati al massimo in 500 milioni.

Un passo in avanti reso possibile dai ristori introdotti per l’emergenza Covid. Se alle famiglie e agli imprenditori italiani arriveranno soltanto poche briciole, il provvedimento consentirà a Cdp di alzare il tiro, aggiungendo sul già ricco piatto altri 400 milioni. Riepilogando: la prima valutazione di Aspi era di 9,1 miliardi di euro, ai quali si sarebbero dovuti poi togliere 1,5 miliardi da mettere da parte per far fronte alla possibili spese legali da affrontare a causa della tragedia del Ponte Morandi. Ora, la cifra è salita a 9,5 miliardi, con la stima delle spese legali nel frattempo ridotta a 500 milioni.

Conti alla mano, i Benetton si ritrovano così con 1,4 miliardi di euro in più sul tavolo rispetto alle precedenti stime. E non è detto che, prima delle firme finali, la cifra non possa salire ulteriormente. Gli esponenti del M5S avevano annunciato di voler “sbattere fuori” gli imprenditori senza dar loro un singolo centesimo. La realtà, ancora una volta, è però esattamente opposta rispetto alle promesse fatte da un Movimento che ha ormai tradito ogni sua battaglia. E solleva una scontata domanda: “Danno 400 milioni di ristoro ad Aspi: l’11% del fatturato di un intero anno. Quanto hanno dato ai ristoratori o agli alberghi?”.

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