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L’accordo Francia-Germania che fa infuriare l’Italia: le proteste del governo, cosa sta succedendo (di nuovo)

Pubblicato il 20/12/2023 09:30

I Paesi Ue sembrano sempre più vicini all’accordo sul Patto di Stabilità. Con l’Italia che, però, potrebbe non veder accontentate molte sue richieste. Nelle scorse ore è infatti arrivato l’annuncio del ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, che ha avuto un lungo incontro con l’omologo tedesco Christian Lindner: “Questa sera abbiamo un accordo al 100% sulle nuove regole del Patto di Stabilità e Crescita – ha scritto Le Maire su X – è una eccellente notizia per l’Europa, che permetterà di garantire finanze pubbliche sane e l’investimento nel futuro. Domani Ecofin”. (Continua a leggere dopo la foto)
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accordo francia-germania

Francia e Germania, insomma, sembrano aver trovato ancora una volta una personale quadra, dopo una lunga fase di trattative che ha visto l’Italia fare la voce grossa, con dichiarazioni minacciose. Il mantra del nostro governo era stato abbastanza chiaro: non vogliamo chiudere un accordo che sappiamo già non riusciremo a rispettare (che poi è uno dei motivi che ha portato l’Unione europea a rimettere in discussione le attuali regole aprendo a una revisione del Patto di Stabilità). (Continua a leggere dopo la foto)

Moltissimi Paesi puntualmente non rientrano nei parametri imposti da Bruxelles, con richiami annuali che tendenzialmente lasciano il tempo che trovano. Ma dal primo gennaio 2024, come spiegato da Repubblica, tornerà in vigore il Patto sospeso nel 2020 per via della pandemia di Covid e poi mai ripristinato a causa della guerra in Ucraina e della crisi energetica. Si gioca su qualche zerovirgola che può rappresentare, soprattutto in prospettiva, la possibilità o meno di portare avanti una certa politica economica. I principali parametri in discussione sono il rapporto deficit/Pil entro il 3% e quello tra debito pubblico e Pil, ora fissato al 60%. (Continua a leggere dopo la foto)

L’ultima bozza di proposta della presidenza spagnola, prima dell’accordo Francia-Germania, prevedeva che i Paesi con rapporto tra debito e Pil maggiore del 90% dovessero ridurre il debito dell’1% l’anno, percentuale che calava allo 0,5% sotto al 90%. Stesso discorso per il rapporto deficit/Pil: non basterà restare sotto al 3%, ma si dovrebbe scendere gradualmente a seconda del debito. Nelle prossime ore andrà in scena la riunione decisiva, con l’Italia che osserva con molta apprensione.

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