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35 economisti italiani scrivono a Gualtieri: “Faccia chiarezza sul Mes”

Mentre i segnali di una possibile adesione dell’Italia al Mes tornano di colpo a moltiplicarsi, con gli illustri sostenitori del “sì” a elencare tutte le ragioni per accettare “liquidità rapida e senza condizionalità” da parte dell’Europa, il mondo dell’economia continua a guardare con diffidenza verso quello strumento che si presenta come ricco di insidie nascoste appena sotto la superficie. E così pochi giorni dopo l’ennesima apertura del premier Giuseppe Conte, che dal palco della Festa dell’Unità di Modena si ha lodato il Fondo Salva-Stati tra gli applausi del popolo dem, ecco arrivare una lettera di 35 esperti che si sono rivolti al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per chiedere chiarezza.

35 economisti italiani scrivono a Gualtieri: "Faccia chiarezza sul Mes"

Già in passato gli economisti si erano rivolti al Tesoro, senza ricevere una risposta. Ora, un nuovo testo per segnalare come “molti commentatori e molti rappresentanti politici sostengono che il ricorso al fondo Mes per combattere le conseguenze dell’epidemia in corso non comporta condizioni oltre a quella del divieto dell’uso per altri scopi delle somme ottenute. In particolare, in audizione in Parlamento il commissario europeo Gentiloni ha dichiarato espressamente che ‘le condizionalità macroeconomiche che hanno caratterizzato la crisi precedente sono state eliminate per queste linee di credito straordinarie destinate alla sanità'”.

35 economisti italiani scrivono a Gualtieri: "Faccia chiarezza sul Mes"

“Tuttavia – scrivono i 35 economisti – questo è vero per l’accesso al prestito, mentre per quanto riguarda il periodo successivo i rinvii alla legislazione europea comportano per il debitore il regime di ‘Sorveglianza rafforzata’, in base al quale può essere richiesto di ‘adottare misure correttive volte a evitare ogni problema futuro riguardante il finanziamento sul mercato’. Inoltre l’art.14 del trattato del Mes stabilisce che ‘il suo Consiglio di Amministrazione adotterà direttive particolareggiate inerenti alla modalità di applicazione’ dopo che la domanda sia stata avanzata, e che il paese debitore sarà sottoposto a sorveglianza post-programma sui suoi conti pubblici sino alla restituzione del 75% dell’importo dovuto”.

35 economisti italiani scrivono a Gualtieri: "Faccia chiarezza sul Mes"

“Nella lettera del vice presidente della Commissione Dombrovskis e del Commissario Gentiloni si afferma che – per l’accesso al prestito – non vi saranno altre condizionalità che quella sulla destinazione della somma ottenuta, affermazione poi ripresa in una dichiarazione dell’Eurogruppo. Ma nessuna decisione è stata assunta in modo formale sulla non applicazione delle altre norme richiamate, al cui rispetto qualunque altro Stato membro può richiamare in qualsiasi momento.

È possibile che esistano altre decisioni formali di cui i firmatari di questa lettera non sono a conoscenza. Chiediamo pertanto al ministro Gualtieri di volere cortesemente indicare se esistono atti giuridicamente vincolanti idonei a modificare l’assetto normativo dei prestiti MES, e di riassumerne il contenuto.

Adesioni

Nicola Acocella, Università di Roma La Sapienza

Giuseppe Amari, Fondazione Matteotti, Roma

Lucio Baccaro, Max Plank Institute for the Study of Societies, Colonia

Annaflavia Bianchi, Economista, Bologna

Maria Luisa Bianco, Università del Piemonte Orientale

Paolo Borioni, Università di Roma La Sapienza

Rorita Canale, Università di Napoli Parthenope

Sergio Cesaratto, Università di Siena

Carlo Clericetti, giornalista

Marco Dani, Università di Trento

Massimo D’Antoni, Università di Siena

Giovanni Dosi, Scuola Superiore S. Anna, Pisa

Enrico Grazzini, giornalista e saggista

Andrea Guazzarotti, Università di Ferrara

Riccardo Leoni, Università di Bergamo

Enrico Sergio Levrero, Università Roma 3

Stefano Lucarelli, Università di Bergamo

Ugo Marani, Università di Napoli L’Orientale

Massimiliano Mazzanti Università di Ferrara

Guido Ortona, Università del Piemonte Orientale

Gabriele Pastrello, Università di Trieste

Anna Pettini, Università di Firenze

Paolo Piacentini, Università di Roma La Sapienza

Paolo Pini, Università di Ferrara

Felice Roberto Pizzuti, Università di Roma La Sapienza

Riccardo Realfonzo, Università del Sannio

Simonetta Renga, Università di Ferrara

Alessandro Somma, Università di Roma La Sapienza

Antonella Stirati, Università Roma 3

Giuseppe Tattara, Università di Venezia

Mario Tiberi, Università di Roma La Sapienza

Leonello Tronti, Università Roma 3

Andrea Ventura, già all’Università di Firenze

Gennaro Zezza, Università di Cassino e del Lazio Meridionale

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