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«Sono malati di mente». La “prescrizione” per i non vaccinati indigna la comunità internazionale

Pubblicato il 22/11/2022 19:16

Quella dei non vaccinati è una storia terribile, assimilabile soltanto a quella delle minoranze perseguitate dai loro aguzzini. Sono stati descritti dai media come dei mentecatti, degli untori e dei criminali; durante gli anni bui della pandemia sono stati il capro espiatorio della follia vaccinista che aveva pervaso i governi di buona parte del mondo, vivendo sulla propria pelle l’esclusione sociale, accompagnata da insulti e indifferenza. Eroi dei tempi moderni per chi la vede diversamente, che una volta allentata la morsa isterica dell’”emergenza sanitaria” hanno potuto prendersi un comunque amara rivincita su chi, fino a poco prima, li aveva denigrati per le loro idee e le loro istanze. Sono arrivate le prime prove da parte della comunità scientifica sulla ridicola utilità dei sieri, dapprima spacciati per “assolutamente sicuri ed efficaci”, affermazioni poi smentite per stessa ammissione delle case farmaceutiche che li avevano prodotti, le quali hanno in seguito affermato di averli commercializzati senza aver provveduto ad effettuare le necessarie prove di sicurezza sulle eventuali controindicazioni.
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Sebbene il mondo si stia rendendo pina piano conto di quanto i “criminali no vax” ci avessero visto lungo, ci sono alcuni posti in cui la follia vaccinista è ancora ciecamente prevalente ed oppressiva. Tra i Paesi che più hanno mosso guerra contro chi ha lottato per la libertà e la verità troviamo il Canada, dove oggi i non vaccinati vengono ancora considerati dei folli, e dunque curati in quanto tali. Come riporta Byoblu, infatti, lo Stato ha deciso di dare un mostruoso consiglio ai propri medici, suggerendo che se il paziente non si vuole vaccinare, si potrebbe invitarlo alla psicoterapia, utilizzando anche dei farmaci “adatti”. Sì, avete letto bene. Sebbene il consiglio non faccia parte delle procedure ufficiali, rimanendo per ora nell’alveo dei suggerimenti, resta comunque inteso che il fatto che si possa trovare nero su bianco nelle linee guida dei medici dell’Ontario sia qualcosa di assolutamente disumano, in piena dissonanza cognitiva con quella che è la realtà dei fatti.
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Tra le suddette indicazioni possiamo leggere testualmente: “È importante che i medici lavorino con i loro pazienti per gestire le ansie legate al vaccino e che non consentano comportamenti elusivi. Ad esempio, per l’estrema paura degli aghi o altri casi di grave preoccupazione, l’uso responsabile di farmaci prescritti e/o l’invio alla psicoterapia possono essere opzioni disponibili”. Il suggerimento è stato pubblicato e poi aggiornato il 18 novembre, in un vademecum rilasciato da quello che potremmo definire il corrispettivo del nostro ordine dei medici: il College of Physicians and Surgeons dell’Ontario. Si tratta di una serie di FAQ volte ad indicare ai medici la via per relazionarsi “adeguatamente” con i pazienti rispetto alla vaccinazione Covid-19. Chiaramente il focus è sui non vaccinati.
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Ma non è tutto da parte del regime sanitario canadese guidato da Trudeau, il quale, è bene ricordarlo, adottò una repressione di stampo dittatoriale nei confronti del Freedom Convoy, protesta poi smorzata attraverso la minaccia di congelare i conti correnti dei partecipanti risalendo dalle loro targhe. Oltre a paragonare i non vaccinati ai malati mentali, infatti, le linee guida rivolte ai medici canadesi a dir poco controverse. Un esempio sta nel fatto che le esenzioni vaccinali potranno essere disposte solo dopo eventi avversi a seguito della prima dose, un evidente controsenso. Per non parlare del paragrafo “Professionalità e reclami”, dove viene ufficializzata una vera e propria censura di Stato con tanto di politica restrittiva sulle informazioni relative al vaccino che i medici condividono sui social. “I tuoi commenti o le tue azioni possono causare danni al paziente se fornisci un’opinione che non è in linea con le informazioni provenienti dalla sanità pubblica o dal governo. È essenziale che il pubblico riceva un messaggio chiaro e coerente”. Tradotto significa che tutti i messaggi che si discosteranno dalla narrazione unica imposta dal regime sanitario, potrebbero subire gravi conseguenze. Noi ci siamo già passati.

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