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Merkel difende Big Pharma e dice No allo stop ai brevetti sui vaccini. E blocca l’Ue

Merkel parla, l’Ue si blocca. Questa Europa germanocentrica continua a dare il voltastomaco a ogni persone minimamente intelligente. Dopo aver fallito su tutti i fronti, in ultimo quello della lotta al Covid, adesso poteva esserci uno scatto d’orgoglio per aiutare i Paesi più in difficoltà, ma niente. La Merkel si è schierata per tutelare gli interessi di Big Pharma e ha così detto il suo No alla proposta di togliere i brevetti dai vaccini anti-Covid. La proposta lanciata da alcuni degli Stati che più stanno patendo la pandemia, India e Brasile su tutti, e ripresa prima da Oxfam e poi dal presidente americano Joe Biden non piace alla Germania. E di conseguenza nemmeno all’Ue. (Continua a leggere dopo la foto)

Biden ha chiesto di sospendere i brevetti sui vaccini anti-Covid per aumentarne la produzione a favore dei Paesi poveri. La posizione della Casa Bianca è stata salutata come una svolta epocale dall’Oms, la Francia e anche il premier italiano, Mario Draghi, l’hanno sostenuta, e così anche la Russia. L’Ue come Istituzione, invece, si è tirata indietro. Perché? Perché dalla Germania, appunto, è arrivata la frenata della cancelliera Angela Merkel, per la quale creerebbe “gravi complicazioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

Come commenta affaritaliani.it, “era scontata l’opposizione da parte delle case farmaceutiche che producono i vaccini, i cui titoli sono stati penalizzati in Borsa dal dibattito, e che hanno trovato un forte alleato nella Merkel. La capacità produttiva mondiale, è la tesi delle cosiddette Big Pharma, è già al limite e le stesse aziende hanno firmato centinaia di accordi di licenze volontarie per aumentarla”. (Continua a leggere dopo la foto)

Va ricordato come l’azienda farmaceutica tedesca BioNTech è il laboratorio all’origine del vaccino Pfizer. E va ricordato che la stessa Pfizer ha commentato duramente la proposta di Biden dicendo che “non se ne parla nemmeno”. Se due più due fa quattro, ecco come Merkel si è eretta a paladina della difesa dell’azienda tedesca (bella l’Ue, vero?) e di Big Pharma.

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