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La Francia verso l’addio al Green pass: l’Italia resterà l’unica in Europa a usarlo

Alla fine della fiera, con tutta probabilità l’Italia resterà l’unico Paese aggrappato con le unghie e con i denti al Green pass, difeso a oltranza dal governo Draghi nonostante le proteste che da Nord a Sud vedono gli italiani scendere in piazza. In Germania, nelle scorse ore, il probabile futuro cancelliere Olaf Scholz ha ribadito che di imposizioni a danno dei cittadini non vuole sentirne nemmeno parlare. Mentre la Francia, unico Stato a essersi mosso in maniera simile a noi, valuta una decisa retromarcia.

Il governo di Parigi al momento richiede il certificato ai dipendenti di ristoranti, cinema, musei, centri commerciali, palestre e trasporti a lunga percorrenza. Inoltre, il pass è necessario per avere accesso a bar e ristoranti, a luoghi di interesse culturale come cinema, musei e teatri e per viaggiare sui mezzi pubblici, compresi gli autobus a lunga percorrenza. In queste ore, però, sulla base dei dati che segnalano una continua discesa nella curva dei contagi, si sta ragionando sulla possibilità di abolire del tutto l’obbligo di mostrare l’attestazione digitale.

La Francia verso l'addio al Green pass: l'Italia resterà l'unica in Europa a richiederlo

A partire dal 15 novembre, la Francia potrebbe così dire addio al Green pass, tornando così alla normalità (con la sola eccezione delle regole su mascherine e distanziamento). Una scelta che non deve suscitare stupore, considerando quanto avviene già nella maggior parte degli altri Paesi europei. La Germania limita l’obbligo di certificazione a categorie molto circoscritte di lavoratori (scuole, asili, case di cura). In Irlanda, Austria, Olanda, Portogallo, Romania, Danimarca e Croazia, invece, il certificato è necessario per entrare in ristoranti, palestre, hotel e musei, ma non per lavorare.

C’è poi l’esempio della Danimarca, nazione che viene spesso citata dai difensori del governo Draghi come modello in quanto “la prima a introdurre il pass per fare qualsiasi cosa, anche andare dal parrucchiere”. Bene, la stessa Danimarca è anche il primo Stato che ha poi deciso di farne a meno, una volta lasciata alle spalle la fase più critica dell’emergenza, eliminando tutti gli obblighi legati alla certificazione. Da nessun’altra parte d’Europa, insomma, si seguono le regole tanto care all’esecutivo italiano. Quando vi dicono “è così dappertutto”, quindi, sappiate che stanno mentendo. E di brutto.

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