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“Abolito l’obbligo vaccinale”: mentre gli italiani sono ancora ostaggio di Speranza, il resto del mondo torna alla normalità

Pubblicato il 24/06/2022 10:03 - Aggiornato il 24/06/2022 10:39

Mentre in Italia i virologi e i politici vicini al ministro della Salute Roberto Speranza sono tornati già alla carica, prevedendo un nuovo boom di contagi da Covid in autunno e auspicando regole molto più ferree da far scattare non appena terminata l’estate, il resto del mondo continua nel suo percorso di ritorno alla normalizzazione, lasciandosi la pandemia alle spalle. Proprio in queste ore, il governo austriaco ha annunciato la volontà di cancellare l’obbligo di vaccinazione obbligatoria contro il virus, diventato legge soltanto pochi mesi fa.

L’Austria era stato tra i primi Paesi Ue a introdurre l’obbligo, con tanto di sanzioni per chi rifiutava di adeguarsi alle disposizioni sanitarie. A marzo, però, la stessa norma era stata sospesa: il governo aveva infatti spiegato che, visti i numeri in netto miglioramento sul fronte dei ricoveri in ospedale e dei decessi da Covid, delle imposizioni così rigide non erano più necessarie. Un primo passo verso la cancellazione definitiva dell’obbligo di vaccinazione, confermata proprio in queste ore.

Il ministro della Salute Johannes Rauch ha dichiarato in una conferenza stampa che la misura ha causato profonde divisioni e ha sottolineato come l’obbligo avrebbe persino scoraggiato alcune persone dal sottoporsi al vaccino: “L’obbligo non sta portando nessuno a farsi vaccinare” è stata l’ammissione, con l’esponente del Partito Popolare August Woeginger che ha auspicato la cancellazione dell’obbligo entro le prossime settimane, senza perdere ulteriormente tempo.

L’obbligo di vaccinazione in Austria era stato applicato a tutti i cittadini in età superiore ai 18 anni, con l’eccezione delle donne in stato di gravidanza, di chi aveva contratto il virus ed era guarito da meno di 180 giorni e dei pazienti con esenzione medica. Dalla sua introduzione, la norma aveva scatenato molte proteste tra i cittadini, che in più occasioni erano scesi in piazza per manifestare il proprio dissenso.

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