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Ecco il Mes, Gualtieri e Zingaretti ora spingono: “Conveniente e fondamentale”, dicono…

Il governo marcia spedito per la sua strada, fregandose delle opinioni delle persone, dei commercianti e delle opposizioni. E sul fronte Mes, come anche noi abbiamo ampiamente anticipato, Conte ha già deciso: l’Italia lo attiverà. A fare man forte al premier ora ci pensano anche il ministro Gualtieri e il segretario del Pd Nicola Zingaretti. I 5 Stelle tentennano, fanno la parte di quelli contrariati ma alla fine digeriranno anche questa, mettendo definitivamente una pietra tombale su tutti i valori e le battaglie del Movimento. Conte, dunque, sta preparando il “piano di rinascita per l’Italia”, come scrive il Corriere. L’Italia è dunque pronta a sottometersi di nuovo al giogo di Belrino e di Bruxelles, tanto che il premier non a caso ha incassato il pieno sostegno di Angela Merkel (“Conte presenta un piano per cambiare il suo Paese e abbattere la burocrazia e io ne sono contenta”, dice la Cancelliera).

Gualtieri, intervistato dal direttore del Luciano Fontana, dice di confidare in un’accelerazione, e guarda con occhi brillanti alla nuova linea di credito del Mes: “Per fortuna – dice – non ci sono condizionalità, ma c’è l’impegno a realizzare riforme. Non riforme che ci impone qualcuno, ma che noi riteniamo utili. E le condizioni sono estremamente favorevoli”. Tutto il Pd e il centrosinistra euroinomane fa muro intorno a Conte-Gualtieri, e a spingere per il Mes arriva anche Massimo D’Alema: “La parola riforme cambia di significato: per molti anni si traduceva nell’esigenza di ridurre la spesa sociale. Oggi nessuno potrebbe riproporre quelle ricette: si è visto quanto l’esistenza di grandi strutture pubbliche di tutela della salute sia fondamentale, vorrei dire una precondizione dello sviluppo”.

Detto di Conte, Gualtieri e D’Alema, ora è il turno di Zingaretti, azionista di maggioranza del governo: “Ora dobbiamo aprire una nuova fase per costruire un nuovo modello basato sulla rivoluzione digitale e il rafforzamento della rete territoriale di sanità pubblica. Per farlo abbiamo bisogno di grandi investimenti e per questo il Mes è fondamentale. Fino a 36 miliardi di euro senza condizioni a tassi bassissimi che ci permetterebbero di fare un grande salto nella qualità della sanità pubblica”.

Insiste Zingaretti in un suo intervento sul Sole 24 Ore: “Nell’ultima asta dei titoli di Stato abbiamo emesso 14 miliardi di Btp a dieci anni con un rendimento dell’1,7%: se volessimo finanziarci per 36 miliardi di euro sul mercato ai tassi attuali ci costerebbe 580 milioni di euro in più all’anno per dieci anni rispetto al costo dell’accesso al Mes – sottolinea il leader dem -. Già solo questo rende chiaro che non dovremmo avere dubbi”. E invece di dubbi ce ne sono tanti, troppi. Solo che fanno finta di non vederli.

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