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Cosa si nasconde dietro il crollo dei bitcoin? Il perché di quel tonfo che spiazzò i mercati

Il disastroso tonfo dei Bitcoin lo scorso 24 settembre aveva fatto rumore, parecchio. Tante le domande sul perché di quell’improvvisa batosta, che aveva sorpreso anche i più scettici. Perché se è vero che un repentino calo di capitalizzazione non era certo un inedito per il mondo delle cryptocurrency, vista la sua natura prettamente speculativa, è altrettanto vero che gli eventi erano stati repentini e inaspettati. Non c’erano infatti segnali evidenti o moniti che potevano anticipare quello che sarebbe accaduto, con un crollo di centinaia di dollari in pochissime ore. Anzi, la performance del Btc non stava andando per nulla male.

Immediato, come sempre in queste situazioni, era poi scattato il panico tra gli investitori, con la corsa alla vendita dei propri asset che aveva contribuito ad accelerare una svalutazione già pesante. Mesi dopo, il valore del Btc continua a presentare un leggero trend verso il basso. Ma cosa ha innescato, precisamente, quel meccanismo? A chiederselo è stato Marco Rossi sulle pagine di Inside Over, che spiega come il sospetto principale fosse fin dall’inizio quello di un’ingente vendita di Bitcoin da parte di un grande attore che mirava a manipolare il mercato.

I riscontri non erano però arrivati dall’andamento del dollaro americano, e così la soluzione era apparsa sotto formadi una vendita in sterline. “La forte correlazione fra l’apprezzamento del Gbp – il Pound Sterling britannico – e il crollo del valore assoluto del Btc, infatti, parlava chiaro: l’ingente conversione di Btc è avvenuta sulla piazza di Londra e non negli Stati Uniti”. A vendere non erano però stati gli inglesi. La soluzione arrivava infatti da Hong Kong, uno dei Paesi più “crypto-friendly” del globo scosso di recente dalle proteste dei suoi cittadini. Un movimento di piazza talmente feroce che aveva spinto molti imprenditori a spostare fuori dal Paese i loro asset.

A giocare un ruolo, probabilmente, i forti legami storici e finanziari che legano Londra e Hong Kong e che hanno portato un’importante fuoriuscita di denaro dalla città asiatica verso il Regno Unito, dove i broker locali hanno piazzato la vendita in Btc convertendo la criptovaluta in Gbp, influenzando il mercato con conseguenze sentite ancora oggi. “La tendenza della sterlina a crescere e del Btc a decrescere ha continuato abbastanza da far intuire che molti hanno seguito il primissimo deflusso di denaro verso la capitale britannica, facendo poi scemare questa tendenza e acquietando le acque”.

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