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Whatsapp, privacy: “O così o tanti saluti”. Cosa succede se non accettate i nuovi termini

Si scrive privacy, ma si legge adattati! Quanta possibilità di scelta lasciano agli utenti? Poca o nulla, infatti, o ti adatti ai nuovi termini imposti dall’azienda, accettandoli, o “tanti saluti”.

A partire da “sabato 15 maggio”, è prevista la partenza delle nuove condizioni di utilizzo di Whatsapp.  L’app di messaggistica più utilizzata al mondo aveva diramato a tutti gli utenti le condizioni di utilizzo da inizio gennaio, per chiederne l’approvazione. Fin qui nulla di nuovo, quindi.

Il cambiamento “non era stata accolta senza polemiche e perplessità”, che poi però sono andate scemando soprattutto per l’Europa, “infatti grazie al GDPR (il regolamento europeo per la protezione dei dati personali) gli utenti italiani e di altri Paesi Ue non avranno delle grandi differenze nel trattamento dei loro dati”, informa il corriere.it.

La novità, però, che torna a far discutere, arriva direttamente dall’azienda. Nelle Faq del sito di WhatsApp è apparsa una nuova indicazione, con la quale l’azienda informa che “se non sono stati accettati i nuovi termini di utilizzo l’app potrebbe bloccarsi”.

Quindi, come dicevamo o accetti i nuovi termini di utilizzo o nei fatti “l’app risulterà inutilizzabile”: l’account non verrà disattivato, ma “sarà impossibile fare molte operazioni con la chat, tra cui scrivere e ricevere messaggi”, comunica il quotidiano.

Tra i termini di utilizzo, vi è un paragrafo “Società affiliate”, con il quale si informa che “WhatsApp riceve informazioni da, e condivide informazioni con, le aziende di Facebook” anche per “fornire integrazioni che consentano all’utente di connettere la sua esperienza WhatsApp con altri Prodotti di un’azienda di Facebook, per garantire sicurezza, protezione e integrità nei Prodotti di un’azienda di Facebook e per migliorare le inserzioni e l’esperienza dell’utente relativa ai prodotti facenti parte dei Prodotti di un’azienda di Facebook”.

Dunque la differenza rispetto al passato risiede nella “condivisione di dati come numero di telefono, transazioni, informazioni relative ai servizi e su come si interagisce con gli altri utenti”.

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