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“Vadano a piedi”. La sadica risposta di Gualmini (PD). È accanimento sui minori

Che i membri del Partito Democratico si lascino andare a dichiarazioni a dir poco discutibili non è certo una novità, così Elisabetta Gualmini, eurodeputata del PD, non si è voluta sottrarre a questa controversa tradizione. «Minorenni senza Green pass esclusi dal bus? Vadano a piedi» esclama perentoria la progressista appartenente alle file di Enrico Letta.
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La modenese Gualmini, politologa e professoressa ordinaria di Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, ospite a “Dritto e Rovescio” su Rete 4, cercava di barcamenarsi tra le critiche mosse da Giuseppe Cruciani alle misure liberticide imposte dall’attuale Governo. Il tema, come spesso accade nelle trasmissioni d’attualità in prima serata, era la discussione su vaccinazioni e Green Pass. Cruciani, ad un certo punto, afferma «L’Italia è l’unico Paese in cui tra pochi giorni un numero cospicuo di persone perderà il lavoro e lo stipendio ed è l’unico Paese in cui dei ragazzini, che non sono obbligati a fare il vaccino, sono costretti a non fare vita sociale, a non fare sport».
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Aizzata dalla spavalderia libertina del conduttore de “La Zanzara”, l’integerrima Gualmini esclama: «Si vaccinassero allora!» aggiungendo con veemenza che secondo lei non sussisterebbe alcun problema nel mandare a piedi dei minorenni perché sprovvisti di lasciapassare verde. In questo surreale clima di trepidante senso etico e d’amore verso il prossimo, ecco che il vicedirettore di Libero Pietro Senaldi, con una certa autorevolezza, entra a gamba tesa nella discussione in difesa della democratica Elisabetta, esclamando a sua volta: «Chi se ne importa’ se un minorenne non può andare in palestra e non può fare sport». (Continua a leggere dopo la foto)

E’ curioso come coloro che da anni si riempiono la bocca con le parole “inclusione”, “discriminazione” e “uguaglianza” oggi siano gli stessi che quotidianamente, attraverso televisioni e giornali, si adoperino a seminare odio predicando la ghettizzazione di chi, legittimamente, non la pensa come loro. Probabilmente sarebbe il caso che il PD modificasse la propria nomenclatura da “Partito Democratico” a “Partito della Discriminazione”, forse sarebbe più calzante.

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