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Un paradosso giuridico tutto italiano

Pubblicato il 24/01/2022 17:24


 
Green pass per entrare in tribunale, ma solo per l’avvocato. La parte in causa, o il testimone, può accomodarsi anche senza certificazione verde. È un paradosso tutto italiano che crea situazioni surreali.
Con il decreto-legge del 7 gennaio 2022 l’obbligo delle certificazioni verdi COVID-19 è stato esteso anche agli avvocati difensori, la cui assenza conseguente al mancato possesso o mancata esibizione del green pass non costituisce legittimo impedimento a comparire, questo significa che l’udienza non viene rinviata e che la causa o il processo vanno avanti anche senza la difesa della parte. Un fatto che costringe l’avvocato sfornito di green pass o che è impossibilitato ad esibirlo, anche per dimenticanza, a delegare necessariamente un suo collega, per evitare un pregiudizio per la difesa del suo assistito e il buon esito del processo. Una evenienza che, oltre a tutto, lo espone a un possibile deferimento al consiglio dell’ordine e all’avvio di possibili azioni disciplinari o azioni di responsabilità professionale da parte del proprio assistito che, diversamente, può entrare tranquillamente in tribunale senza green pass. Così come il testimone, che può accedere nelle aule di giustizia senza certificazione verde. Un’incoerenza che diventa ancora più assurda se si pensa che un avvocato può difendere sé stesso in giudizio. Cosa accade, dunque, se un avvocato sprovvisto di green pass e parte in causa vuole accedere in tribunale per difendersi? Il caso si è presentato qualche giorno fa in tribunale, dove un noto avvocato doveva discutere la sua causa personale, di cui è contemporaneamente parte e procuratore di sé stesso. Il personale di vigilanza, in osservanza delle disposizioni, ha chiesto all’avvocato di esibire il green pass. Il professionista ha fatto presente di non avere la certificazione verde e per questo gli è stato vietato l’ingresso. L’avvocato a quel punto ha dimostrato di essere egli stesso parte in causa e difensore. Il vigilante, dopo attimi di smarrimento e confusione, ha verificato quanto detto dal legale e ha preso atto che, come parte in causa, poteva entrare!
Una volta entrato l’avvocato svolto l’udienza patrocinando se stesso!
Questo incredibile episodio dimostra l’irragionevolezza di una norma che viola palesemente la costituzione, mette in pericolo il diritto alla difesa e la difesa ma, soprattutto, non ha alcun senso dal punto di vista sanitario.