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“Non è più raccomandato”. Vaccino, arriva il primo stop in Europa: chi dice basta e perché

Pubblicato il 12/04/2023 08:23
Svizzera vaccini Covid
Doctor vaccinating young man in clinic

Mentre in Italia restano in piedi tutte le raccomandazioni e addirittura sembra che il ministro della Salute Schillaci proroghi l’obbligo di mascherina negli ospedali, la vicina Svizzera guarda avanti e manda in soffitta i vaccini anti Covid. Le principali raccomandazioni sulla vaccinazione, infatti, sono state ritirate. Non solo, c’è un cambio anche nelle responsabilità: i medici possono somministrare i vaccini solo in singoli casi, a determinate condizioni e assumendosi loro e non più lo Stato il rischio per eventuali danni. In più, il costo della vaccinazione ora è sempre più a carico del singolo che decide di farsi inoculare e non dello Stato. Le nuove linee sono state fornite dall’Ufficio federale della sanità pubblica (BAG) e dalla Commissione federale per le questioni di vaccinazione (EKIF). Nella loro nuova raccomandazione scrivono: “In linea di principio, l’UFSP e l’EKIF non formuleranno una raccomandazione per la vaccinazione contro il Covid-19″. Nel documento forniscono le motivazioni. E quali sono? (Continua a leggere dopo la foto)
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Scrive l’Ufficio federale della Sanità pubblica della Svizzera: “Nella primavera/estate 2023 a causa della prevista bassa circolazione del virus e dell’elevato livello di immunità nella popolazione” il vaccino anti Covid non è più raccomandato. “In linea di principio, anche alle persone particolarmente a rischio al momento non è raccomandata alcuna vaccinazione anti-COVID-19. Queste ultime possono comunque riceverla dopo un accertamento individuale con il proprio medico. In casi specifici la vaccinazione può essere opportuna in quanto migliora la protezione da decorsi gravi per diversi mesi. La vaccinazione è possibile a prescindere dal numero complessivo di vaccinazioni già ricevute”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Svizzera, perché è inutile insistere con questi vaccini anti Covid

Scrivono ancora le autorità sanitarie della Svizzera: “Quasi tutti i cittadini svizzeri sono stati vaccinati e/o hanno contratto la COVID-19 e sono guariti. Il loro sistema immunitario è stato quindi esposto al coronavirus. Nella primavera/estate del 2023, il virus probabilmente circolerà meno. Le attuali varianti del virus causano anche malattie piuttosto lievi”. Di conseguenza, è inutile insistere con questi vaccini. La postilla finale è sui costi: “Le persone che, malgrado l’assenza di raccomandazione, intendono farsi vaccinare possono farlo ma devono assumersi i costi”. Quali altri Paesi seguiranno presto questo esempio? L’Italia batta un colpo.

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