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Si parte da 140 mila euro di risarcimento, ma non è l’Italia. Ecco come umiliamo i danneggiati da vaccino

Pubblicato il 06/07/2022 09:46

Una beffa, l’ennesima, per chi si è trovato a fare i conti con le conseguenze indesiderate del vaccino e ancora oggi soffre di problemi di salute. Costretto dal proprio governo a sottoporsi all’iniezione e poi abbandonato, senza alcuna forma di assistenza, se non minima. E pensare che è sufficiente guardare al Regno Unito, poco oltre i nostri confini, per imbattersi in una realtà completamente diversa. Lontana dall’Unione Europea che difende le case farmaceutiche a spada tratta, l’Inghilterra ha infatti adottato nuove politiche di indennizzo, con la cifra di 120 mila sterline (circa 140 mila euro) destinata ai famigliari di eventuali vittime.

Si tratta di una cifra praticamente doppia rispetto a quella che lo Stato italiano riconosce invece a chi ha perduto un congiunto a seguito dell’inoculazione. Nel Regno Unito c’è già stato anche il primo caso: Vikki Spit, fidanzata dell’ex cantante rock Zion, 48 anni, ammalatosi 8 giorni dopo la vaccinazione e morto a seguito delle complicazioni, potrà beneficiare dell’indennizzo previsto dal governo per casi così drammatici. E pensare che molte testate inglesi hanno puntato il dito contro la cifra, troppo bassa: in Italia, la donna si sarebbe dovuta accontentare di meno di 80 mila euro.

Non ci sono solo gli indennizzi in caso di morte di un congiunto a differenziare il Regno Unito dall’Italia di Mario Draghi: oltre la Manica, in caso di disabilità grave (almeno 60%) successiva all’inoculazione del vaccino, si ricevono comunque le 120 mila sterline previste, esentasse. E la somma potrebbe anche aumentare nei prossimi mesi, visto che è in corso un acceso dibattito in Parlamento circa la corretta entità della cifra da destinare alle vittime dei farmaci anti-Covid.

Da un lato, il riconoscimento senza troppi giri di parole della pericolosità dei vaccini e dei loro effetti collaterali. Dall’altro, un’assunzione di responsabilità forte da parte del governo di Boris Johnson, che al contrario dei Paesi Ue, schiavi degli ordini provenienti da Bruxelles, ha potuto schierarsi dalla parte dei cittadini danneggiati dalle case farmaceutiche e prendere le loro difese. Un miraggio, per il nostro Paese, dove ancora oggi chi prova a mettere in dubbio la sicurezza dei vaccini viene additato dalla stampa mainstream come un pericoloso criminale.

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